"Un altro mondo non solo è possibile, ma sta già prendendo forma.
Nelle giornate di calma, posso sentire il suo respiro.

Arundhati Roy


giovedì 14 luglio 2011

ISLANDA: Quando il popolo sconfigge l'economia globale

L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

 Fonte: www.vocidallastrada.com


Di Andrea Degl'Innocenti
Il Cambiamento.it


Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.
L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.

Ma procediamo con ordine. L'Islanda è un'isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell'intera Italia, situato un poco a sud dell'immensa Groenlandia. 
 
15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di 'neoliberismo puro' applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull'euro – che perse in breve l'85 per cento – non fece altro che decuplicare l'entità del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.

A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.
Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento. 
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo.
Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiustò. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.

Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l'Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell'intervista - ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.
In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola 'presidente' al posto di 're').

Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l'appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.

Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. "Io credo - ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente - che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet". 
 
L'Islanda ha riaffermato il principio per cui la volontà del popolo sovrano deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale.
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.

Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l'Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti? 

mercoledì 13 luglio 2011

Ecologia Globale: la Terra in trasformazione verso un nuovo equilibrio

 Lo  scienziato russo Alexei Dmitriev (Geofisico all’Accademia delle Scienze della Russia con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all’attivo sulle riviste più autorevoli) sostiene che  nella Terra è attualmente in corso una drammatica trasformazione causata dall'ingresso del nostro sistema solare in una nube interstellare: La nostra occasione per evolvere sviluppando un Nuovo Paradigma di Esistenza.
 
 Estratto da:

"STATO PIANETOFISICO DELLA TERRA E DELLA VITA"
Pubblicato in Russo, IICA Transactions, Volume 4, 1997
 
del Dr. Alexey N.Dmitriev
Professore in Geologia e Mineralogia e Capo Membro Scientifico, Istituto Nazionale di Geologia, Geofisica e Mineralogia, Dipartimento Siberiano dell'Accademia di Scienze della Russia.
Esperto in Ecologia Globale e negli Eventi Terrestri in Rapido Processo
.


Paragrafo riassuntivo
Le correnti alterazioni PianetoFisiche della Terra, stanno divenendo irreversibili. Esistono forti evidenze per cui queste trasformazioni vengano causate da materiale altamente carico e da una non uniformità energetica nello spazio interstellare anisotropico penetrata nell'area interplanetaria del nostro Sistema Solare.
Questa "donazione" di energia sta producendo processi ibridi e stati energetici eccitati in tutti i pianeti, come nel Sole. Gli effetti qua sulla Terra si trovano nell'accelerazione dello spostamento dei poli magnetici, nella distribuzione di ozono verticale e orizzontale e nell'aumento di frequenza e magnitudine degli eventi climatici catastrofici. Esiste un'alta probabilità che ci stiamo muovendo in un rapido periodo di instabilità nelle temperature simile a quello avvenuto 10.000 anni fa. La risposta adattativa della biosfera e dell'umanità a queste nuove condizioni, può portare ad una revisione globale della gamma delle specie e della vita sulla Terra. Solo tramite una profonda comprensione dei cambiamenti fondamentali che stanno avvenendo nell'ambiente naturale attorno a noi, i politici e i cittadini, saranno capaci di ottenere l'equilibrio con il rinnovato flusso degli stati e dei processi PianetoFisici.
Nube Interstellare Locale denominata "Fluff"



Introduzione
Le alterazioni nei processi geologici, geofisici e climatici della Terra, stanno divenendo sempre più irreversibili. Al momento i ricercatori stanno rivelando alcune delle cause che stanno portando alla riorganizzazione generale dell'elettro-magnetosfera (lo scheletro elettromagnetico) del nostro pianeta e dei suoi meccanismi climatici. Un maggior numero di specialisti in climatologia, geofisica, pianetofisica ed eliofisica, si stanno avvicinando ad una visione cosmica causale e sequenziale di ciò che sta avvenendo. I processi climatici e della biosfera sulla Terra (attraverso un sistema di feedback strettamente connesso) vengono direttamente influenzati da, e connessi in risposta a, i proccessi trasformativi che stanno avvenendo nel nostro Sistema Solare. Dobbiamo iniziare ad organizzare la nostra attenzione e pensiero per capire che i cambiamenti climatici sulla Terra sono solo una parte o un legame nell'intera catena di eventi che stanno avvenendo nella nostra Eliosfera.
Questi processi fisici profondi, queste nuove qualità del nostro ambiente fisico e geologico, imporranno delle sfide di adattemento speciale e requisiti per tutte le forme di vita sulla Terra.
Questo fenomeno atmosferico altamente energetico, che è stato raro in passato, sta ora divenendo più frequente, intenso e mutevole nella sua natura. La composizione materiale della copertura di gas-plasma è in trasformazione.

E' piuttosto naturale per la vita sul Pianeta, essere soggetta a questi cambiamenti di condizione del campo elettromagnetico e a significative e profonde alterazioni dei meccanismi climatici della Terra. Questi processi fondamentali di cambiamento, richiedono nuove forme di adattamento per gli organismi viventi della Terra. Lo sviluppo naturale di queste nuove forme, può portare ad una revisione totale e globale della gamma di specie e vita sulla Terra.

Possono rivelarsi nuove profonde qualità della vita stessa, portando ad un equilibrio il nuovo stato fisico della Terra, con le nuove possibilità organiche di sviluppo, riproduzione e perfezione. In questo senso è evidente che ci stiamo affacciando con il problema di adattamento dell'umanità a questo nuovo stato della Terra; nuove condizioni sulla Terra, le cui qualità biosferiche stanno variando in modo non uniformemente distribuito.

Comunque il corrente periodo di trasformazione è transitivo e la transizione dei rappresentanti della vita sulla Terra verso il futuro, può avvenire solo dopo una profonda valutazione di cosà servirà per conformarsi a queste nuove condizioni biosferiche Terrestri.
Ogni rappresentante vivente sulla Terra passerà sotto "esame" o sotto una "ispezione del controllo di qualità", per determinare la sua abilità a conformarsi con queste nuove condizioni. Queste sfide evolutive richiedono sempre sforzo o resistenza in ogni organismo individuale, specie o comunità.
Comunque, non solo il clima si sta rinnovando, ma noi come umani stiamo vivendo un cambiamento globale nei processi vitali degli organismi viventi e della stessa vita; che è ancora un altro collegamento nel processo totale. Non possiamo trattare separatamente queste cose o individualmente.

ESEMPI DI UNA SERIE DI GRANDI TRASFORMAZIONI PLANETO-FISICHE:

1.1.1 Una crescita delle macchie scure di Plutone (7).
1.1.2 Aurore su Saturno (8).
1.1.3 Spostamenti polari su Urano e Nettuno (pianeta magneticamente coniugati) e una brusca crescita su larga scala dell'intensità della magnetosfera di Urano.
1.1.4 Un cambiamento nell'intensità della luce e della dinamica dei punti luminosi su Nettuno (9,10).
1.1.5 Il raddoppio dell'intensità di campo magnetico di Giove (basato sui dati del 1992)
1.1.6 Una serie di trasformazioni dell'atmosfera Marziana, hanno aumentato la qualità della sua atmosfera. In particolare, una crescita nuvolosa nella zona equatoriale e una insolita crescita della concentrazione di ozono
1.1.7 Un primo stadio di generazione atmosferica sulla Luna
1.1.8 Significativi cambiamenti fisici, chimici e ottici osservato su Venere; un' inversione dei punti d'ombra e di luce è stata rilevata per la prima volta e una chiara diminuzione dei gas contenenti zolfo nella sua atmosfera.
1.3 L'Apparizione di Nuovi Stati e Regimi di Attività del Sole.

Per quanto riguardi lo stato stellare fisico del
Sole, dobbiamo notare prima di tutto il fatto che sono avvenute significative modificazioni nell'esistente modello comportamentale dell'oggetto centrale del nostro sistema solare. Questa conclusione viene da osservazioni e rapporti di forme insolite, potenza energetica e attività nelle funzioni de Sole.
 
2.0 IL PROCESSO DI RIORGANIZZAZIONE DELLA TERRA

Le osservazioni registrate e documentate di tutti i processi geofisici (ambiente planetario) e le modificazioni chiaramente significative e progressive in tutte le relazioni scientifiche e fisiche tra 
sole e terra riportate, combinate con gli effetti integrali dell'attività umana nell'Eliosfera del nostro Sistema Solare, (33,34), ci porta a concludere che stia avvenendo ora una globale riorganizzazione e trasformazione delle qualità fisiche ed ambientali della Terra; davanti ai nostri occhi.
2.1 L'
inversione del Campo Geomagnetico. Questo significativo spostamento dei poli magnetici è iniziato nel 1885.
L'accelerazione di spostamento polare osservata correntemente, non è solo uno spostamento o digressione dalla norma, ma è in effetti una 
inversione dei poli magnetici, in pieno processo. Si è visto ora che l'accelerazione dello spostamento polare può crescere ad una frequenza fino a 200km per anno. Questo significa che una inversione polare può accadere più rapidamente di quanto ipotizzino quegli investigatori senza familiarità con il problema totale dello spostamento polare. E' il processo di inversione dei campi magnetici che sta causando le varie trasformazioni dei processi geofisici della Terra e dello stato presente della magnetosfera polare.

CONCLUSIONI
La situazione che si è creata nella nostra Eliosfera è di origine esterna, interstellare, e dello spazio cosmico e sembra causata dagli evidenti processi fondamentali e auto-oscillatori, nello spazio fisico, di continua creazione che ha modellato e continua ad evolvere il nostro Universo. Il presente stato eccitato della nostra Eliosfera esiste nell'intero organismo che forma il Sistema Solare, il
Sole, i Pianeti, le Lune, le Comete e gli Asteroidi, così come i plasma e/o i medium elettromagnetici e le strutture dello Spazio Interplanetario.
L'abilità della Terra ad adattarsi a queste azioni esterne e traferimenti, si è aggravata ed è divenuta più complicata, per le alterazioni tecnogeniche che abbiamo fatto alla naturale qualità, o stato, del nostro ambiente geologico-geofisico. Il nostro Pianeta Terra è ora nel processo di una drammatica trasformazione, alterando il suo scheletro elettromagnetico tramite uno spostamento dei poli di campo geomagnetico e tramite cambiamenti di composizione nell'ozono, nell'idrogeno e nei livelli di saturazione del suo involucro di gas-plasma.

Questi cambiamenti nello stato fisico della Terra sono accompagnati da risultanti processi climatici/atmosferici e biosferici, di adattamento. Questi processi stanno divenendo sempre più intensi e frequenti, come evidenzia l'aumento in tempo reale di "eventi transitivi non-periodici", come le catastrofi.
E' ragionevole sottolineare che il nostro Pianeta passerà presto in queste nuove condizioni di crescita energetica, che porteranno alla transizione in un nuovo stato e qualità della relazione Spazio-Terra. Gli organismi viventi di queste regioni della Terra con la maggior attrazione per le influenze cosmiche, saranno spinti verso appropriate reazioni di evoluzione, o processi, per queste nuove condizioni.
Tutto questo mette l'umanità e ognuno di noi, difronte ad un problema difficile e topico, la creazione di un avanzamento rivoluzionario nella conoscenza, che richiederà una trasformazione del nostro pensiero e una comprensione di questo fenomeno mai visto prima che ora si presenta nel nostro mondo. Non esiste altro percorso verso il futuro, che una profonda e interna percezione e conoscenza degli eventi in corso ora nell'ambiente naturale intorno a noi. Solo tramite questa comprensione l'umanità conseguirà l'equilibrio col rinnovato flusso degli Stati PianetoFisici e i Processi.




[N:B:questa pubblicazione risale al 1997; oggi i fenomeni descritti hanno aumentato di molto la loro intensità]


L'ARTICOLO INTEGRALE SI TROVA:  http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3150
Fonte immagini:   theboldcorsicanflame.wordpress.com; science.nasa.gov; web

martedì 12 luglio 2011

Eruzione dell'Etna: gli orologi balzano in avanti di 15 minuti


La notizia del misterioso balzo di 15 minuti è su tutti i media stranieri...quelli italiani tacciono.

Sabato pomeriggio (9 luglio 2011) l'Etna ha eruttato lava lungo i suo fianchi di sud-est e i venti hanno portato lontano le ceneri, fermando i voli all'aeroporto di Catania-Fontanarossa. E' stata una forte eruzione, la quinta dall'inizio dell'anno.

Con l'occasione... in migliaia hanno notato che i loro orologi erano corsi avanti di 15 minuti.

E' stato notato quando un gran numero di locali si sono svegliati presto per andare a lavoro; sul tema si è organizzata una pagina di Facebook per fare una comparazione tra le varie osservazioni.

Fontanarossa ha riaperto alle 7am locali dopo che 7 macchine di pulizia sono state attivate durante la notte per liberare la pista dalle ceneri. 
La causa della confusione-orologi cosi diffusa sull'isola, resta sconosciuta.

L'ultima eruzione dell'Etna, il più alto e attivo vulcano d'Europa, è stata a maggio.

Fonte: Café Humanité (cafedehumanite.blogspot.com)

giovedì 7 luglio 2011

Trilogia del risveglio

Apericinema nell'orto Condiviso di Savignano


Giovedì 7-14-21 luglio dalle 20,00

Nell'antico borgo di Savignano la Valbisenzio in Transizione organizza  tre serate nelle quali verranno presentati 3 films, il cui tema comune è la tutela dell'ambiente, il rispetto degli altri e del nostro pianeta.






  • Giovedì 7 luglio 21,30:  Il Pianeta Verde
  • Giovedì 14 luglio 21,30:  Home
  • Giovedì 21 luglio 21,30:  La strategia della Lumaca
 
Per informazioni e prenotazioni
3313714777 ortocondiviso@altervista.org

domenica 3 luglio 2011

Val di Susa Libera

 



Testimonianza dal corteo partito da Giaglione


Buongiorno a tutti,

mi chiamo Elena e sono di Torino.



Una quindicina d’anni fa ho iniziato a seguire la vicenda del TAV in valle di Susa e da almeno una decina di anni ho sempre cercato di partecipare a ogni corteo, manifestazione, assemblea e presidio credendo profondamente nell’importanza di esserci e di fare numero, di solidarizzare fra di noi e di essere sempre sul campo per vedere di persona, per informare e per divulgare con forza e contenuti le ragioni del NO.

In questi anni, oltre all’organizzazione di un convegno presso la Facoltà di Agraria realizzato con un mio collega, nel mio piccolo ho sempre cercato di coinvolgere amici, colleghi, di spiegare le ragioni, di portarli a un’assemblea o a un momento di presidio. E anche se inizialmente potevo venire targata come quella che “ostacola il progresso e un’opera che potrà portare solo lavoro (!!!)” ho avuto negli anni la gioia di vedere amici prima disinteressati oppure favorevoli al TAV abbracciare finalmente le “ragionevoli ragioni” del NO.



Ieri mattina, il 3 luglio, ho manifestato a Giaglione, ho portato degli amici da Torino che mai erano saliti in valle e che finalmente mi avevano manifestato la volontà di prendere anche loro una posizione decisa nei confronti di quest’opera assurda. Dopo una parte di tragitto tra famiglie, ragazzi, anziani e persone “comuni” come me di ogni età, uniti dallo stesso obiettivo, mi sono trovata in mezzo ad almeno un centinaio di ragazzi vestiti di nero, chi con passamontagna e chi no, con caschi, spranghe, bastoni, zaini carichi che suonavano di oggetti metallici, dagli accenti arrivavano da altre regioni. Evito di riportare qui la conversazione che ho avuto con uno di loro perché sarebbe controproducente proprio al nostro movimento. Era in ogni caso gente che mai avevo visto prima in una manifestazione in valle.



Mentre mi trovavo tra loro il presidio era stato già preso, sentivo da lontano esplosioni che nulla avevano a che fare con i lacrimogeni, ho immaginato che almeno un altro centinaio, se non di più, ci avessero preceduto.

Mi sono sentita impotente di fronte a un’onda anomala che nulla centrava con il movimento, con la manifestazione pacifica e con la voglia di democrazia non solo della Valsusa ma di tutta la nazione che “ragiona”. In questo caso risultava impossibile agire come spesso ci eravamo detti in tante manifestazioni, ossia di isolare i singoli individui con intenzioni violente in modo da non farci screditare.



Oggi l’obiettivo del Governo è stato raggiunto: i giornali parlano quasi solo della frangia violenta del corteo, molti di noi, molti di quelli che erano in mezzo ai boschi dicevano che non avrebbero più partecipato a un corteo con la presenza di questi individui. L’obiettivo di disgregarci e di screditarci è partito in modo molto più massiccio. La violenza di questi gruppi non ci farà riprendere la Maddalena, ne’ vincere una battaglia di questa lunga resistenza.



Occorre che il movimento prenda pubblicamente le distanze da queste frange, chiedendo esplicitamente l’allontanamento di questi individui da ogni tipo di manifestazione. Attraverso i siti o attraverso un comunicato, le forme possono essere molteplici. Ne va della credibilità e della forza della nostra causa per non gettare al vento tutti questi anni di sacrifici. Con la certezza che la violenza può solo generare violenza e la vera forza del nostro movimento è sempre stato il carattere di pacifismo.



Vi chiederei pertanto di prendere una posizione netta e di iniziare a studiare tutti insieme forme di allontanamento di questi gruppi, prima di un’altra ingerenza in una manifestazione pacifica e coesa come sarebbe dovuta essere quella di ieri. Ridiamo al nostro movimento il carattere di pacifismo che sinora è stato il nostro baluardo!

Vi ringrazio per l’attenzione!

Buona giornata a tutti.



Elena
4/7/11

Testimonianza dal corteo partito da Exilles


ciao Elena,

ti rispondo come donna valsusina e organizzatrice del gruppo bimbi e famiglie che ha aperto il corteo.



Durante il nostro percorso verso Chiomonte ho dovuto discutere in modo anche acceso con diverse persone che non volevano rispettare l'ordine deciso in coordinamento comitati per la marcia (amministratori, bambini...ecc).

Erano tipi incazzosi, assomigliavano a quelli che tu hai descritto nella tua mail. Uno in particolare mi ha urlato in faccia, fregandosene dei bimbi e dicendo che lui non riconosceva gli amministratori né la democrazia, doveva andare avanti, era accompagnato da una degna compagna.

Ha continuato a urlare e insultare fino a che si sono divise le strade a Chiomonte, urlando anche dal muro sopra la strada e facendo reagire tutta la gente che era con me, noi poi l'abbiamo "gentilmente mandato a farsi un giro" ma era davvero "incazzoso".



Ebbene questo stesso personaggio una mamma che era con me lo ha visto infilarsi poco dopo dietro la staccionata della centrale, dietro la polizia....non sai come mi sono sentita scema!...ma poi mi sono chiesta: ma quanti ce ne sono così fra noi? Ma stanno facendo come Genova? Ma perché?


Anche mio marito è stato colpito da un lacrimogeno a un polso, era alla centrale, solo con una fetta di limone per difendersi. Mio fratello era a Giaglione, forse con te, c'erano anche i miei zii di 50 anni e mio cugino, tutti poco avvezzi a lacrimogeni ecc.


Mio fratello e la sua fidanzata sono andati avanti con l'idea di arrivare alla Maddalena, come atto simbolico, ma hanno avuto paura, piovevano pietre dall'autostrada, fumogeni ad altezza uomo che incendiavano anche il bosco ovunque e c'era gente che, da ciò che a fatica mi dicevano al telefono, assomigliava al personaggio da me incontrato nel mio percorso.

E ancora una volta mi sono chiesta perché?


Non ho risposte certe, tante ipotesi che vorrei condividere con chi come me aderisce a questa lotta, vive in questa comunità e soprattutto esige un futuro diverso per i propri figli.


Scusa Elena la lunghezza, ma ci tenevo a condividere con te i miei pensieri


Un abbraccio


Monica
4/7/11

L'indignazione e la speranza

di Luca Mercalli - 4 Luglio 2011
(pubblicato su www.cadoinpiedi.it)
Ieri ho partecipato alla manifestazione in Val di Susa. Eravamo in migliaia, a manifestare pacificamente il nostro dissenso. Sui giornali e dalla politica solo menzogne.
Luca Mercalli 
Sono appena rientrato dopo 6 ore di marcia a Chiomonte. Incredibile, un serpente umano colorato e festante proveniente da tutta Italia percorreva i boschi verdeggianti della media Valsusa in una giornata calda e luminosissima. La stima minima è di 50.000 persone, quella massima 100.000, fate voi... Statale del Monginevro bloccata e autostrada pure.
In queste ore ancora si sparano lacrimogeni, un teatro osceno per un Paese civile nel museo archeologico del villaggio neolitico della Maddalena di Chiomonte, che la polizia ha usurpato come suo quartier generale. Lì, nel punto di contatto tra manifestanti e poliziotti io non sono stato, e qualche ferito c'è, qualche sasso è volato, qualche episodio da deplorare può darsi che ci sia, ma aspettiamo a parlare quando avremo sentito i racconti e visto i video di chi era lì... Il 412 della polizia ha volato sopra di noi come fossimo stati in Afghanistan, dalle 8 alle 18 almeno, e sono 100 euro al minuto... io non ci sto, è uno scenario surreale per aprire un cantiere.
Ciò che vi vorrei dire a caldo è:
1) già ora le prime pagine dei giornali titolano di guerriglia, di back bloc e altre amenità simili: si tratta di elementi del tutto marginali della giornata, ciò che conta, e che doveva essere oggetto dei titoli, è l'enormità della gente normale qui confluita, cittadini italiani ed europei, famiglie con bambini, pensionati, professionisti, docenti, medici, artigiani, studenti che da tutta italia (pullman da Pisa, Macerata, Udine, Bologna, Genova...) hanno affrontato levatacce e disagi, per venire a passare una domenica di civile indignazione insieme a noi. Chapeau a tutti loro, che dimostrano come vi sia una presa di coscienza sempre più vasta del problema dei beni comuni e una voglia individuale di "contare" qualcosa sul piano delle scelte. Mi sembra che politica e giornalisti siano terribilmente indietro, impegnati a proteggere i loro privilegi o tremebondi a sperare che il loro servilismo porti una promozione sulla scala sociale. Ma la gente sta correndo più veloce di loro. Ho parlato con centinaia di persone e ne ho tratto una grande impressione di competenza, di coraggio, di onestà, di passione. Altro che black-bloc!
2) tutti hanno ben chiaro, per vivere ogni giorno sulla propria pelle altre simili usurpazioni sui loro territori, che le priorità per il Paese sono altre, che nessuno vuole questi monumenti faraonici ma desidera interventi semplici, evidenti e efficaci sulla quotidianità. Tutti hanno ben chiaro che i tempi stanno cambiando in fretta. Nelle ore di marcia sotto il sole, i discorsi che sentivo fare erano dei rapporti dell'Asia con il mondo occidentale, della crisi delle risorse, dell'opposizione economia capitalistica-benessere, dell'impossibiltà della crescita continua, della crisi petrolifera... insomma, un campione interessante di pubbliche riflessioni sul presente e sul futuro.
3) speriamo che ognuno di loro stasera su facebook dica: "c'ero anch'io e vi spiego quali menzogne i giornali e la tv diffondono su di noi e su questa faccenda".
4) fino al 12 luglio 1980 non c'era il traforo autostradale, quindi sulla ferrovia attuale passavano tutte le merci e i passeggeri per la Francia, inclusa la navetta per le automobili Bardonecchia-Modane. Nel 1980 eravamo forse all'età della pietra? La ferrovia attuale bastava allora, basterebbe a maggior ragione in un mondo futuro con meno risorse. Ma Chiamparino è al delirio sviluppista e vede il Tav Valsusa come una fede: o il Tav o la terribile decrescita! Allora Tav sia. Aggiungo che un'opera di questo genere avrebbe un overhead di sistema enorme rispetto a opere più semplici e resilienti. In un'epoca postpicco petrolifero, l'imponente infrastruttura tecnologica ed energetica necessaria a garantire la sicurezza di un tunnel di 54 km con temperature interne di oltre 50 C, collasserebbe dopo pochi mesi, anche solo per via dei costi. Vedere Rutilio Namaziano... le mitiche strade di Roma, poco dopo la caduta dell'impero erano impraticabili per mancanza di manutenzione e si preferiva il periglioso viaggio via mare da Roma alla Liguria piuttosto che affrontare il fango dei tratturi maremmani...
5) finanziamento europeo: per ora, a inizio cantiere, si parla di sbloccare 671 milioni di euro, pari a circa il 4,5% del valore del progetto (calcolato dell'ordine dei 15 miliardi di euro, anche qui non ci sono mai numeri trasparenti). In caso di realizzazione successiva, si parla di ulteriore finanziamento EU del 30% della sola tratta internazionale, che escluderebbe quindi i circa 2 miliardi di euro della tratta di adduzione Torino-Chiomonte, interamente a carico italiano. Sono dati vaghi perchè è quel poco che si riesce a leggere sui giornali locali. Anche questo fatto dovrebbe indignare tutti: non c'è uno straccio di rapporto ufficiale che faccia chiarezza verso i cittadini. I promotori, che i dati immagino li avranno, con fior di tecnici pagati per far solo quello, tacciono, lasciando tutti noi a baloccarci con stime e supposizioni. Anche questo è strano: se avessero dati seri, certi e inoppugnabili a sostegno dell'opera, non pensate che avrebbero già convocato una conferenza stampa internazionale, spazzando via ogni nostra chiacchiera? Invece stanno nascosti nelle gallerie, lasciando che la gente si arrabbi, che i politici sfornino la loro retorica, che i pochi come noi che tentano di ragionare si spacchino la testa su dati faticosamente estratti qua e là.
6) la stretta alleanza politica bipartisan che mostra un tenacissimo blocco favorevole all'opera, è un altro elemento di sospetto. In genere il politico, massimamente quello italico, quando trova un muro invalicabile nei propri affari, lo aggira, scantona, sceglie altri obiettivi più facili, ma non si mette contro una marea montante di rabbia popolare che sta diventando un elemento incognito estremamente instabile. Qui invece sono passati vent'anni di proteste e continuano tutti imperterriti ad andare in rotta di collisione contro il massiccio d'Ambin. Butto lì, non è che devono aver fatto tante e tali facili promesse sulla divisione di questa appetitosa torta, che ora qualcuno ha la canna di fucile puntata dietro la schiena se non le mantiene e non paga pegno?
Ciao a tutti dalla Valsusa, qui comunque è una serata ancora molto calda. Speriamo che serva a qualcosa.

Immagini tratte  da "Comitato no Tav Spinta dal bass"; pagina facebook "La Valle che Resiste", "Comitato NO TAV Torino";
Testi tratti da: "Comitato NO TAV Torino"

Quando le parole sono finestre


Non servono ulteriori parole per commentare il gesto di questa splendida Donna, che con grandissima umanità rivolge un appello agli uomini armati di fronte a lei. Non crediate che si tratti di un gesto inutile: ora, per quegli uomini, e per molti altri, nulla sarà più come prima.
E' una crescita dolorosa, ma stiamo crescendo.


In questo video del 2007 il giudice Ferdinando Imposimato, magistrato ed ex senatore della commissione antimafia, parla del suo libro "Corruzione ad alta velocità"