"Un altro mondo non solo è possibile, ma sta già prendendo forma.
Nelle giornate di calma, posso sentire il suo respiro.

Arundhati Roy


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giovedì 5 gennaio 2012

Ma cos'è questa crisi...?

Etimologia della parola "CRISI" (Krisis in greco): dal greco KRINO = separo o (fig.) decido : "momento che separa una maniera di essere da un'altra differente".   
Insomma, un cambiamento.






Il brano che segue è tratto dal libro "Il mondo come lo vedo io" (1934) di Albert Einstein, e scritto in riferimento alla crisi del 1929.

"Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall'angoscia
come il giorno nasce dalla notte oscura.
E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.


La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita ai propri problemi.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
 

Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno,
perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla,
e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece, lavoriamo duro.

 


Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa,
che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Albert Einstein








mercoledì 21 dicembre 2011

La liberazione dalla virtualità


Non siamo espulsi dal Paradiso: abbiamo dimenticato le vie per comunicare con l'eterno presente. Dio, denaro e debito sono i "valori" virtuali di una tirannia a cui tutti credono, ignorando l'estrema celerità dei nostri processi vitali. E' il tempo lineare in base al quale si calcolano interessi e debiti; è un concetto giudaico-cristiano, mai verificato scientificamente. La sua apparente "realtà" dipende da una vista scientifica molto limitata e da una "MELA" speciale: il campo magnetico terrestre. Molti eventi mostrano ora la sua fine imminente che, per noi umani, può essere l'inizio, l'emergere della TERRA PROMESSA, la materia organica che compone l'intero cervello umano, e comprende sia quella grigia finora tanto esaltata, sia quella BIANCA, sensibile alle emozioni.
di Giuliana Conforto

lunedì 5 dicembre 2011

A PROPOSITO DI DEMOCRAZIA


(R. Steiner, I retroscena spirituali del mondo esteriore. La caduta degli
 spiriti delle tenebre. Dornach, 28/10/1917, O.O. 177)


Scritto nel 1917!

“Tutti avranno certo sentito quel che certa gente va strombazzando nel mondo, e cioè che - la democrazia deve diffondersi in tutto il mondo civile; la democratizzazione dell’umanità porterà la salvezza; occorre sfasciare tutto affinché la democrazia si diffonda nel mondo -. 

Se la gente continua a vivere con i concetti che ha, gli unici che si permette di avere, movendo cioè solo dal concetto di democrazia, ne ha appunto qualcosa di paragonabile a quel concetto di uomo che spesso ricordo: un essere con due gambe e senza piume, vale a dire un gallo spennato. 
Quanto poco si conosce dell’uomo mostrando un gallo spennato, altrettanto poco si sa della democrazia limitandosi a glorificarla. Si prendono cioè i concetti per delle realtà. 
Così è allora possibile che l’illusione si metta la posto della realtà quando si tratta della vita umana, quando si assopiscono gli uomini con soli concetti. 
Essi credono allora che i loro sforzi tendono a che ognuno possa manifestare la sua volontà nell’ambito delle diverse strutture democratiche, e non notano che quelle strutture sono tali che sempre un paio di persone ne tirano i fili mentre gli altri vengono guidati. Poiché però viene sempre ripetuto che si è nella democrazia, non ci si accorge di essere guidati dai pochi che guidano. Tanto meglio i pochi possono guidare, quando tutti gli altri credono di esser loro a guidare e non di essere guidati. 
Con concetti astratti si può benissimo addormentare la gente e far credere il contrario della realtà. Così però possono operare appunto al meglio le potenze oscure. Se qualcuno poi si desta, non viene ascoltato.
E’ interessante come nel 1910 sia stata scritta una delle più belle frasi, e cioè che "Il grande capitalismo è riuscito a fare della democrazia lo strumento più meraviglioso, efficace e duttile per lo sfruttamento della collettività"

Di solito ci si immagina che i finanzieri siano nemici della democrazia, scrive l’autore di cui parlo, ma è un errore fondamentale. Ne sono anzi la guida e i coscienti sostenitori, perché la democrazia costituisce un paravento dietro il quale essi nascondono i loro metodi di sfruttamento; in essa trovano il miglior mezzo di difesa da eventuali insurrezioni popolari.

Ecco, uno che si era destato vedeva che il punto non è declamare la democrazia, ma scoprire la realtà; nulla dare in slogan, ma vedere come è la realtà. Oggi sarebbe tanto più necessario, perché allora si vedrebbe come da pochi centri siano in effetti guidati gli avvenimenti che dominano l’umanità in modo tanto spaventoso e sanguinoso. Non vi si arriverà se si continua a vivere nell’illusione... “
Immagini tratte dal Web (Metropolis, Fritz Lang)

sabato 26 novembre 2011

432 Hz: il diapason scientifico e l'Armonia delle Sfere


Vi siete mai chiesti come si sia arrivati a stabilire che la frequenza a cui vibra il diapason (altrimenti detto “corista”), riproducendo la nota “La”, sia attualmente quella di 440Hz? 
Tutti i musicisti, prima di incominciare a suonare, accordano i loro strumenti, chiedendo al pianista di “dare il La”, oppure all’oboista, se in orchestra, oppure, per l’appunto, fanno vibrare il diapason, prendendo la sua nota come riferimento.
I pianoforti e gli altri strumenti a tastiera, invece, vengono accordati dall’accordatore professionista, ma sempre partendo dal famoso “La” a 440Hz.


E’ probabilmente poco noto come questa frequenza sia frutto di una scelta arbitraria, fatta a Londra nel 1953, decidendo di far uniformare tutte le esecuzioni musicali su questa nota (a questa ha fatto poi seguito la risoluzione europea n. 71 del 30 giugno 1971). Ma il “La” a 440 Hz era stato imposto, nel 1939, addirittura dal ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, ignorando un referendum contrario, promosso in Francia da 25.000 musicisti.
La storia si sta facendo interessante, vero? Ed è molto lunga, perché il “La” è stato accordato su  molte diverse frequenze, nel corso dei secoli...

Torniamo allora indietro di più di un secolo, e precisamente al nostro Giuseppe Verdi. Nel 1884, il grande musicista scrisse una lettera,  indirizzata alla Commissione musicale del governo italiano, in cui chiese di ufficializzare l’utilizzo del diapason a 432Hz “per esigenze matematiche”. All’epoca veniva adottato un corista a 435Hz (il cosiddetto “corista francese”), e addirittura qualcuno proponeva un diapason a 450Hz. Il Maestro così concludeva: “l’abbassamento del corista non toglie nulla alla sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto. Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha nome LA a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un SI bemolle a Roma?".
La frequenza del “La” a 432Hz venne  proposta dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi, e venne calcolata su un Do centrale (indice 3) di 256 cicli al secondo. Il diapason a 432Hz, approvato all’unanimità dal congresso dei musicisti italiani del 1881, venne dunque definito “diapason scientifico“, proprio sulla base degli studi di questi scienziati. Al contrario, la frequenza scelta a Londra nel 1953, su cui oggi viene intonata tutta la musica, viene definita “disarmonica“, perché contrasta, addirittura, con le leggi fisiche che governano l’universo.

Nonostante le scelte dei musicisti italiani, e la presa di posizione di Giuseppe Verdi, la corsa verso l’innalzamento del “La”, alla ricerca di sonorità sempre più “brillanti”, era ormai inarrestabile, e si affermò con l’adozione unilaterale di un “La” più alto (440 cicli) da parte delle bande militari russe ed austriache ai tempi di Wagner. Da lì, l’imposizione di Goebbels, e poi la sopra citata convenzione di Londra, nel 1939, che imponeva un diapason che non aveva alcuna giustificazione scientifica o basata sulle leggi della voce umana.

Notiamo subito come sia indiscutibile che Verdi fosse uno che di voci umane se ne intendeva parecchio… e infatti, caldeggiando l’adozione del diapason naturale a 432Hz, voleva contribuire a espandere e sviluppare le storiche “voci verdiane piene e maestose”. Accordati su questa frequenza, gli strumenti musicali, come la voce, acquisiscono ben 4 armoniche in più (12 al posto delle 8 generate dal “La” 440hz), e inoltre, cosa davvero importantissima per i cantanti, il famoso passaggio di registro, nella voce umana, viene eliminato.

Insomma, utilizzando l’accordatura a 432, sarebbe automaticamente risolta la difficoltà di questo sofferto ed ispido “gradino”, dannazione di tanti insegnanti di canto! Oltretutto, notano importanti direttori di orchestra, continuando con questa ininterrotta deriva verso l’innalzamento del “La” (che è ancora in corso, tanto è vero che ci sono casi in cui si accorda addirittura a 445 Hz!), presto diverse opere del grande repertorio diverranno ineseguibili per le voci dei cantanti, cui si richiede in tal modo uno sforzo penoso e innaturale.

Recentemente tra i musicisti è sorto un vero e proprio movimento in favore del ritorno al “La” a 432Hz, denominato la rivoluzione Omega“.
Ecco un video dove potete ascoltare la cantante Flavia Vallega, una delle animatrici del movimento (qui il suo MySpace):



Sono quindi stati ripresi ed approfonditi tutti i fondamenti scientifici di questa scelta, ed è stato pubblicato molto materiale, facilmente rintracciabile su Internet (e sul gruppo Facebook “La rivoluzione Omega La 432 Hz”).

Proviamo a spiegare le basi di questa teoria.
Partiamo dall’esame della frequenza di 8Hz. Essa corrisponde a una nota bassa di Do, ma anche, dicono le neuroscienze, alla frequenza ideale alla quale i nostri due emisferi cerebrali lavorano in modo uguale, in armonia, assicurando il massimo flusso di informazioni con il minor dispendio di energia. 8Hz è anche la frequenza di replicazione della doppia elica del DNA. 8Hz è poi, secondo gli scienziati, il “battito” fondamentale del pianeta, noto come “risonanza fondamentale di cavità Schumann”, una risonanza elettromagnetica globale.
In termini musicali, la frequenza di 8Hz corrisponde a una nota di Do. Salendo di cinque ottave, cioè percorrendo cinque volte le sette note della scala, si arriva ad un Do di 256Hz, scala in cui il “La” ha una frequenza di 432Hz e non di  440Hz.
Suonando il Do a 256Hz, per il principio delle armoniche (secondo cui a un suono prodotto si aggiungono multipli e sottomultipli di quella frequenza), anche i Do delle altre ottave cominceranno a vibrare per “simpatia”, facendo risuonare naturalmente la frequenza di 8Hz.
Ecco perché il corista a 432 oscillazioni al secondo è definito “diapason scientifico“.
Nell’universo tutto è energia in vibrazione. Ogni particella subatomica, atomo, struttura molecolare, cellula e organo del corpo, vibra ad una determinata frequenza. Questa meravigliosa armonia ha una propria firma vibrazionale.
Molti medici e studiosi affermano che se una parte del corpo si ammala la causa è da ricercare nell’alterazione di questa frequenza, per cui il corpo vibra in modo disarmonico. Essere sani significherebbe dunque vibrare all’unisono armonicamente, con l’intero universo!
Ogni organo ha la sua frequenza (multipli e sottomultipli del 432Hz), che sembra si alteri in caso di malattia, mentre pare che la guarigione avvenga quando, sullo stesso organo, viene fatta risuonare la corretta frequenza di risonanza. Dunque suonare e ascoltare musica intonata a 432Hz riequilibrerebbe il corpo e, per effetto vibrazionale, anche la natura circostante, rigenerando il primordiale equilibrio di pace e benessere.
Il movimento Omega tenta di convincere musicisti ed orchestre ad eseguire musica con il “La” a 432Hz. I problemi tecnici non sono pochi, perché in alcuni casi sarebbe necessario sostituire le corde o addirittura interi strumenti. Però, almeno si dovrebbe provare! Su internet sono presenti brani musicali registrati con questa accordatura e, effettivamente, la sensazione che se ne ricava è molto piacevole e rigenerante. Mozart intonato su questo diapason (ossia più o meno come ai suoi tempi) è davvero un sublime piacere per le orecchie…

Fonte: ClassicaViva.com

L'ARMONIA DELLE SFERE






L'ESSENZA DELLA MUSICA: UN SAGGIO INEDITO DI RUDOLF STEINER

 

Prima conferenza: Colonia, 3 dicembre 1906 
 
Marc Chagall - Il Violinista Blu


Tutte le arti, escludendo la musica, traggono i loro modelli dal mondo fisico; esse rivestono le loro manifestazioni prendendo esempi e modelli ispirati dal mondo esterno, fatto di colori, forme e movimento.
Quando ad esempio uno scultore crea un'opera artistica, la crea traendola fuori dalla sua propria rappresentazione, ossia dalla sua facoltà di sentimento sorretta e trasposta nel pensare. Egli combina insieme molte e varie impressioni, o immagini ideali, conservate nella sua memoria. Prende dall'insieme delle forme o dei colori esistenti in sè o nella natura vari immagini che si andranno a configurare in un'unica espressione, che le riunifica, fondendo tante immagini in una sola.
Possiamo ben verificare che nell'esperienza innanzi ad un colore e davanti a un suono, ci pervenga la sensazione che da questi emani come una sorta di volontà esistente in essi, la quale esiste prescindendo da noi, al di fuori di noi.
Le altre arti siccome debbono passare inevitabilmente attraverso la rappresentazione, forniscono nelle loro creazioni, rappresentazioni di immagini ideali, o meglio l'artista riproduce un'immagine archetipa di una Volontà che esiste al di fuori di lui.
Nella musica invece accade un'altra cosa: non potendo attingere ad alcun modello esistente nel mondo fisico che esprima l'elemento musicale, è come se il musicista stesse col suo orecchio appoggiato sul cuore della natura: egli percepisce la Volontà della natura e la riproduce in una sequenza di note musicali.
L'uomo nella musica percepisce il battito del cuore della volontà del mondo; l'anima trova nel suono la sua vera natura, la propria affinità di essenza.
Come le altre arti sono espressioni di immagini della volontà, la musica è l'espressione immediata della Volontà stessa, senza l'intervento della rappresentazione.
Quindi :    altre arti = immaginazione
                musica
= ispirazione.
 

Nella musica l'uomo si sente molto vicino all'essenza della natura.Il fatto che essa possa parlare a tutti, come una sorta di linguaggio universale, ed agisca sin dalla prima infanzia, significa che in essa si muove l'essere divino del cosmo, essa rappresenta la vita attiva di Dio.
Il musicista, quando crea non può copiare nulla, prendendolo dalla natura fisica esteriore; (tranne il canto degli uccelli) da dove egli tragga il materiale delle sue creazioni lo si deve ricercare nella sfera della sua anima, nei mondi spirituali.
Il modello della musica sta nello spirituale; i modelli delle altre arti sono nel fisico. 

IL DEVACHAN O MONDO DELLA MUSICA DELLE SFERE
Ogni notte noi penetriamo con il sonno, nel devachan, o mondo spirituale.
Quando il discepolo riesce ad ottenere la continuità della coscienza nel sogno, gli appare dapprima il mondo astrale, fatto di luce e colore e poi, piano piano giunge ad un altro mondo fatto di suoni, ove si percepisce un "risuonare": è il devachan.
L'elemento primordiale del mondo devachanico è un fluttuante mare di suoni.
Ad ogni cosa, nel mondo fisico, sta alla base un suono; il suono è ciò tramite il quale venne creato l'universo.
Durante il sonno, entrando in tale mare di suoni, veniamo permeati da essi nel corpo astrale e nell'io; ritornando il mattino nel corpo, imprimiamo tali suoni dal corpo astrale nel corpo eterico.
Il musicista compositore trasforma incoscientemente in suoni fisici, il ritmo, le armonie e le melodie che, durante la notte, egli ha percepito nel devachan, le quali sono rimaste impresse nel suo corpo eterico.
Questo è il misterioso rapporto tra la musica che risuona nel fisico e l'ascolto della musica spirituale durante la notte. La musica fisica non è che la copia della realtà spirituale.
Come l'ombra sbiadita sta in confronto all'uomo vivo, così la musica-ombra fisica sta alla vera musica-luce spirituale.
Il modello archetipo primordiale della musica sta nel devachan.
L'uomo può creare e accogliere in sè, la musica fisica, solo in virtù del fatto che deve per forza averla già in sè e quindi averla conosciuta in un tempo passato; egli la riconosce perchè l'esperienza musicale ricorda e stimola in lui una sorta di affinità con ciò che fuori di lui, avverte in lui. Come guardando una forma fisica inedita, dobbiamo obbligato-riamente riconnetterci con qualcosa da noi già sperimentato in passato e quindi inciso nella nostra memoria, dobbiamo intendere che se possiamo ascoltare o creare musica ciò è possibile solo perchè essa deve essere necessariamente già esistente in noi


Come il pensiero non può pensare una cosa che non conosce se non ha in sè nella percezione, il ricordo di averla già conosciuta, sperimentare musica non significa conoscere l'elemento musicale, ma ricordarlo.


Fonte: Armoniepitagoriche.blogspot.com


E INFINE......

...... se (com'è successo a noi.....!) dopo queste letture vi fosse venuta voglia di riaccordare il vostro strumento musicale sulla frequenza del diapason scientifico, sappiate che in rete (Youtube compreso) sono presenti molte risorse che vi permetteranno di farlo, compresa questa immagine di tastiera musicale:

(Link da cui è stata tratta l'immagine: Holonmusic)

Per ascoltare il LA esatto a 432 da utilizzare per l'accordatura cliccate qui oppure cercate il relativo widget nella barra a destra.

domenica 13 novembre 2011

Amare il Mondo


Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.
Bertolt Brecht

Fonte immagine: web

venerdì 11 novembre 2011

L'Inizio



L'inizio è come l'alba di un giorno non ancora vissuto,
carico di promesse, eppure già sognato.
L'inizio è come un piccolo seme che promette una spiga.
L'inizio è il disegno dipinto del tuo nuovo volto. 
 
Aquila Bianca

Fonte immagine: web

lunedì 7 novembre 2011

No Impact Day. Una giornata a impatto (quasi) zero


 

Credi che il cambiamento sia possibile a partire da ognuno di noi?
Credi che vivere a impatto zero sia impossibile ma ridurre l’impatto sia estremamente necessario?
Stai già sperimentando pratiche per la riduzione dell’impatto e il cambiamento degli stili di vita?

 

Se vuoi partecipare al primo esperimento collettivo per una cultura della riduzione dell’impatto ambientale, clicca qui 

 

Fonte: www.mt0.it

sabato 5 novembre 2011

Annie Leonard e le storie che nessuno vuole raccontarci

Annie Leonard è un' attivista statunitense, autrice del film online "La storia delle cose", un documentario che mostra i costi sociali ed ambientali del nostro sistema di produzione e consumo.
Il film è diventato un fenomeno di internet, ha generato oltre 12 milioni di spettatori in oltre 200 nazioni dalla sua data di lancio nel 2007. Annie sta ora lavorando ad un libro pubblicato dalla Free Press of Simon and Schuster nel marzo 2010. Altri suoi documentari in rete sono "La storia dell'elettronica", "La storia dei cosmetici", "La storia del Cap & Trade", "La storia dell'Acqua in bottiglia".
Annie ha passato quasi 20 anni investigando e analizzando questioni di carattere ambientale e giuridico. Ha viaggiato in 40 nazioni, visitato centinaia di fabbriche dove i nostri oggetti sono prodotti e le discariche dove vengono buttati. Testimoniando per prima l'impatto sia del sovraconsumo che del sottoconsumo, Annie si è dedicata fieramente alla bonifica e alla trasformazione del nostro sistema economico ed industriale affinché servissero, piuttosto che indebolire, la sostenibilità ecologica e la equità sociale.
Annie è attualmente la direttrice del progetto "La storia delle cose" . Prima di questo, più recentemente, Annie ha coordinato il gruppo dei Finanziatori per La Produzione ed Il Consumo Sostenibile, che cercano di affrontare gli impatti nascosti sull'ambiente e il sociale dell'attuale sistema consumistico basato sul fare, usare e gettare oggetti durante tutto l'arco della vita.
Annie ha anche lavorato con GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives - Alleanza globale per l'alternativa agli inceneritori), Health Care Without Harm, Essential Action e Greenpeace International.
Annie è sul palcoscenico dei forum internazionali per la globalizzazione e GAIA e precedentemente è stata sul palcoscenico di Grassroots Recycling Network, the Environmental Health Fund, Global Greengrants India and Greenpeace India. Annie ha studiato al Barnard College, Columbia University ed ha lavorato da laureata nella pianificazione cittadina e regionale sia Cornell che a New York. Vive attualmente nell'area della baia della California.
Cresciuta a Seattle, ha vissuto New York City, Ithaca, Washington - DC, Dhaka, New Delhi.
Ha lavorato per Greenpeace International; Essential Action; Multinational Monitor magazine; Global Greengrants Fund; GAIA (Global Anti-Incinerator Alliance); Health Care Without Harm; The Funders Workgroup for Sustainable Production and Consumption.

Fonte: Wikipedia
Fonte immagine: expreacherman.wordpress.com

LA STORIA DELLE COSE 

Dall'estrazione delle materie prime fino alla vendita, all'uso e all'eliminazione come rifiuto tutte le cose che usiamo o compriamo influenzano la nostra vita, quella della nostra comunità e quella delle comunità lontane da noi (anche se spesso questa situazione non ci è chiara). "La storia delle cose" è uno sguardo veloce e concreto al risvolto meno noto e più oscuro dei nostri sistemi di produzione e consumo. Il documentario mostra quanto siano strettamente connessi i grandi problemi ambientali e quelli sociali, spronandoci a creare tutti insieme un mondo più sostenibile e giusto. V'insegnerà qualcosa e vi farà ridere... e potrebbe farvi cambiare per sempre il modo in cui pensate alle cose e agli oggetti nella vostra vita! 


LA STORIA DELL'ACQUA IN BOTTIGLIA

Annie Leonard ci racconta come l'acqua del rubinetto è diventata l'oro blu, come le aziende hanno " lavato il cervello" ai cittadini sul diritto all'acqua pubblica, creando un prodotto che le arricchisce e priva noi di un diritto fondamentale che ci spetta, e che invece molti credono di dover comprare. Come ci sono riuscite? Guardate un pò...


LA STORIA DELL'ELETTRONICA

Annie continua a parlarci dei meccanismi alla base dei processi produttivi. Ecco un approfondimento sulla storia dell’elettronica: ci spiega in 9 minuti come strumenti disegnati, pensati e progettati per finire in discarica (non per durare, essere riparati, riciclati e riusati) siano dannosi per l'uomo e per l'ambiente.

LA STORIA DEI COSMETICI

La storia dei cosmetici esamina, in modo semplice ed efficace, cosa si cela dietro il nostro consumo quotidiano di prodotti per l'igiene personale e non, quali: shampoo, creme, lozioni, profumi, saponi e detersivi.
Quante sostanze chimiche pericolose per la nostra salute e l'ambiente si nascondono nella nostra casa? E quali sono le possibili alternative?

E' possibile, ad esempio, cambiare qualche abitudine quotidiana, comprando prodotti con INCI migliori o con marchi ecologici certificati da organismi e associazioni di garanzia.  Oppure, se si ha tempo e voglia, è ancora più economico e salutare farseli in casa.

LA STORIA DEL CAP & TRADE

Il nuovo video informativo di Annie Leonard affronta il tema delle politiche ambientali, offrendoci uno sguardo critico ed illuminante sulla " buona fede" e la conversione all'ecologico di molte aziende e multinazionali... Esiste un modo per rinnovare la propria immagine e continuare ad inquinare e speculare sulle disgrazie provocate dai cambiamenti climatici? Guardate un pò...


Si ringraziano gli utenti di YouTube che hanno condiviso i filmati doppiati in Italiano

venerdì 28 ottobre 2011

People Have the Power!

 Fonte immagine: Photoblog




Le immagini qui

Baci e abbracci ai poliziotti "per protesta". È il singolare scenario della manifestazione nelle strade di Bogotà dove oramai da settimane va avanti la protesta degli studenti colombiani  che contestano la riforma scolastica proposta dal governo che prevede tagli dei fondi e investimenti dei privati nella scuola pubblica. In mezzo a slogan, striscioni, manette e bare di cartone che dovrebbero contenere "il defunto diritto fondamentale all'istruzione", alcuni studenti si sono avvicinati alla polizia: baci, abbracci, strette di mano e tanti sorrisi hanno sostituito gli scontri.
 


Fonte: Liquida.it

giovedì 27 ottobre 2011

La crisi finanziaria & il Genio Collettivo - Come possiamo trasformare questo momento di crisi?

 Grazie alla capacità organizzativa di Ellen Bermann (presidente di Transition Italia) e al sostegno  di “Carimate in Transizione”  lo scorso sabato si è svolto un incontro con Nicole Foss (The Automatic Earth) su ”LA CRISI FINANZIARIA & IL GENIO COLLETTIVO”
L' intervento si trova QUI , insieme al link per andare a vedere i risultati (“instant report”) dei workshops del pomeriggio, tenuti con il metodo meravigliosamente efficace del”Open Space Technology
 



Di Ellen Bermann
resoconto di sabato 22 ottobre

E’ un periodo di grandi trasformazioni in cui le crisi in atto ci chiederanno una notevole capacità di adattamento. Sono diverse le componenti che incidono ma i moventi che avranno maggiore incisione, soprattutto a breve termine, saranno le dinamiche dal punto di vista energetico e finanziario. Uno scenario di depressione deflazionistica unito ad una crisi energetica – con forte influenza reciproca.
Iniziamo a fare qualche riflessione preliminare sull’energia e su quanto la complessità della nostra attuale società globalizzata sia stata resa possibile proprio grazie alla disponibilità energetica (petrolio) a basso prezzo. Se le società pre-industriali vivevano nei limiti dell’energia corrente disponibile (energia dal sole immagazzinata sotto forma di biomassa), le società industriali e post-industriali invece si sono potute sviluppare grazie all’energia ereditata dal passato, cioè le risorse fossili. Ora queste risorse fossili hanno raggiunto il cosiddetto picco e quello che rimane sarà sempre più oneroso e difficile da estrarre. Le scoperte di petrolio hanno “piccato” negli anni sessanta e da quel momento di petrolio ne è stato sempre scoperto meno, mentre la curva di produzione è arrivata al picco proprio in questi anni.
Un concetto importante da comprendere è l’energia netta disponibile, definita dall’EROI (Energy returned on energy invested). Agli albori dell’industria petrolifera il rapporto era 100:1 (se investivamo 1 di energia ne ricavavamo 100), oggi invece siamo a circa 10:1 e sta scendendo costantemente. Il livello minimo per mantenere in funzionamento la nostra società complessa è stimato a 5:1. Se confrontiamo l’andamento dell’energia lorda con quella netta sulla curva a campana di Hubbert possiamo notare che nel tratto ascendente (prima del picco) le due curve sono veramente poco discostate l’una dall’altra ma la storia cambia dopo il picco (quando la curva declina). Siamo costretti a investire sempre maggiore percentuale dell’energia ricavata per produrre altra energia e mantenere il sistema.  Confrontando poi gli EROI abbiamo poi l’amara constatazione che ne le energie rinnovabile ne il nucleare ha rapporti incoraggianti in grado di garantirci che il ” business as usual” possa continuare ancora per molto.
L’energia disponibile determina le attività economiche ed è proprio l’energia abbondante che abbiamo avuto a disposizione che ha a sua volta creato l’enorme bolla finanziaria all’interno della quale ci troviamo. Ogni bolla finanziaria, una volta creata segue la propria dinamica e prima o poi … scoppia. E quando scoppia la bolla finanziaria trascina con se tutto il resto del sistema.  Le bolle sono dei sistemi piramidali (Ponzi schemes), auto-limitanti, dove chi entra per primo guadagna mentre tutti quelli che arrivano dopo perdono tutto e anche molto in fretta. Gli schemi piramidali creano quindi ricchezza virtuale tramite la speculazione. La responsabilità è delegata al “cliente” (caveat emptor). 
 I mercati non si comportano in modo razionale ed efficace ma sono guidati dalle percezioni e dalle emozioni. Non ci sono informazioni veritiere – nemmeno da parte degli  ”esperti” di borsa ed economia. Il comportamento è gregario, dove nella fase espansiva prevale l’avidità e la speranza (se uno compra comprano tutti gli altri anche se nessuno sa esattamente cosa stia facendo) mentre in fase di contrazione prevale la paura (se uno vende anche gli altri vendono presi dal panico). Il mercato è il principale indicatore di dove stia andando l’economia reale.
Non è la prima bolla finanziaria, anche se questa è gigantesca ed ha iniziato a gonfiarsi a partire dal 1982, quindi cresciuta per 30 anni.
Una prima bolla risale addirittura al 1300 e rotti, proprio qui in Italia, che ha coinvolto il sistema bancario veneziano e fiorentino dell’epoca. Mentre altre bolle o manie storiche sono state quelle dei tulipani (Olanda 1637), della compagnia dei mari del sud (Inghilterra 1722), e la grande crisi del 1929 negli Stati Uniti d’America. Interessante notare nei grafici che ogni volta la fase di crollo è sempre stata molto rapida (la curva precipita quasi in verticale) con un valore di mercato degli asset (beni) che cade sempre al di sotto del punto di partenza di quando la bolla ha avuto inzio. Quindi quella attuale potrebbe portare gli attuali valori (immobili, ecc.) al livello degli anni settanta (se vogliamo essere ottimisti).
Proviamo ora a capire cosa significano termini come “INFLAZIONE” e “DEFLAZIONE”:
L’inflazione e la deflazione NON sono indicatori di prezzi che salgono o scendono, ma inflazione significa un aumento della massa monetaria e del credito in relazione a beni e servizi disponibili, mentre la deflazione è il contrario. Prezzi in salita o in discesa sono quindi indicatori di cambiamenti nella disponibilità monetaria. Prezzi adattati ai cambiamenti nella disponibilità monetaria sono prezzi reali e cambiamenti nei prezzi reali mostrano cambiamenti nel potere d’acquisto.
L’inflazione monetaria taglia la torta della ricchezza in fette più piccole e l’espansione del credito crea invece eccessive rivendicazioni sulla ricchezza reale alla base.
Il credito attualmente eccede il 95% dell’effettiva disponibilità monetaria.  Come se in cento stessimo facendo il gioco delle sedie musicali e quando si ferma la musica tutti ci precipitiamo sull’unica sedia disponibile – ovviamente solo uno riuscirà a sedersi mentre gli altri restano fuori. Per cui estinguere le eccessive rivendicazioni significa deflazione!
Quindi quello che ci aspetterà è che intere classi di beni avranno un valore reale inferiore in quanto il valore virtuale in eccesso sparirà.
Cosa succede quindi in uno scenario di deflazione?
Risposta: Il credito sparisce, la disoccupazione aumenta, i salari calano. Certo, cadranno anche i prezzi ma il potere di acquisto scenderà più velocemente dei prezzi. Questo significa che tutto diventerà velocemente meno accessibile. E una % più grande di una massa monetaria più piccola cercherà di procurarsi i servizi essenziali. Vedremo quindi aumentare tutti i costi reali, ma quelli dei beni vitali ancora più velocemente.
Quello che conterà sarà il valore del denaro liquido relativo a beni e servizi. Con la caduta dei prezzi, il valore del denaro liquido aumenterà ed avere capitale in liquidità permetterà a reggere il colpo. Le persone saranno però molto restie a spendere perché sarà difficile guadagnare.
In questo scenario sarà quindi molto di più il denaro “a riposo” che quello circolante e sarà come se mancasse il lubrificante che permette al motore di funzionare.
Ora consideriamo alcuni aspetti come il debito totale degli Stati in relazione al PIL, dove quasi tutti gli Stati mostrano una percentuale oltre il 100% (471% per il Giappone, 466% per la Gran Bretagna, 366% per la Spagna, 323% per la Spagna, 315% per l’Italia, 285% per la Germania). L’unica nazione messa meglio sembra essere la Russia in quanto è al 71%. Il debito aggregato ha diverse componenti (governo, aziende, famiglie e banche). Per l’Italia prevale l’indebitamento da parte dello Stato, mentre, buon notizia, le famiglie risultano meno indebitate.
Il problema dell’Italia è che sta crescendo lo Spread dell’Italia nei confronti dei bond tedeschi e i CDS (Credit Default Swaps), cioè assicurazioni (scommesse) sul possibile fallimento dell’Italia. Pertanto il costo dei prestiti rischia di arrivare a livelli insostenibili.
Ma tutta l’Europa è nella m…. (scusate l’espressione scurrile !) Le disparità regionali sono molto forti come soprattutto l’antagonismo del centro verso la periferia. La moneta unica impedisce variazioni nei tassi di cambio che assestavamo gli squilibri in passato. Il fatto è che il debito non può essere ristrutturato senza una crisi bancaria sistemica. Non c’è poi mandato politico per l’emissione di eurobonds e per istituire un’unione fiscale per cui pare che gli Stati non abbiano altra alternativa che proporre pesanti programmi di austerità. Solo che qui il cane si morde la coda: i programmi di austerità portano alla contrazione economica che a sua volta impedisce la restituzione del debito e porta alla fine al default. Diventa sempre più probabile la frammentazione caotica dell’Eurozona. Secondo Nicole è imminente l’uscita della Grecia, seguiranno a ruota Portogallo e Irlanda e seguiti dal resto della banda dei PIIGS, cioè Spagna e Italia. 
Ricapitoliamo la situazione del Belpaese: alto debito pubblico, rating che scende, tasso d’interesse in continuo aumento per cui ogni prestito diventa sempre più oneroso. Lo spread dei CDS aumenta perché si intuisce il rischio di default. In situazioni come queste aumenta il rischio di fuga di capitali per cui sarà sicuramente in arrivo il controllo sui patrimoni. Ci potrebbe essere il rischio di ri-emissione di moneta (la “Nuova Lira”?) con un costo probabile del 50% del PIL.
L’austerità costringerà alla contrazione e il tutto con un forte rischio di disperazione che potrebbe accentuare i disordini sociali.
Ci salverà la Cina ? Purtroppo no, i Cinesi non compreranno i debiti Italiani ma gli asset cioè gli importanti patrimoni nazionali. In Italia ci si lamenta sempre del sommerso mentre questa sostanziale economia “informale” potrebbe persino dare un aiuto quando le cose si metteranno veramente male in quanto denota delle relazioni forti e comunque presenti.
Le buone notizie per l’Italia sono un basso indebitamento delle famiglie ed una bassa dipendenza dal credito – sembrerà poco ma forse meglio di niente.
Come ricolleghiamo ora tutto questo nuovamente al discorso dell’energia ? 
Inizialmente si specula ed i prezzi delle materie prime salgono per la paura di scarsità che poi innesca un collasso della domanda dovuto alla mancanza del potere d’acquisto. Crollano quindi i prezzi. Quindi avremo una sovra-produzione temporanea.
Fattori che portano al collasso dell’offerta sono l’alto rischio e gli investimenti ridotti. Non ci sarà denaro per far fronte alla manutenzione delle infrastrutture energetiche e l’intero sistema trasporti sarà a rischio collasso. Assisteremo ad una grande volatilità dei prezzi ed accaparramento di risorse che renderanno ancora più acuti i fattori geopolitici. 
Ok, è una mazzata ….
Quale strategia adottare quindi ?
  • Minimizza il debito
  • Elimina la dipendenza dal credito
  • Tieni del contante o equivalenti
  • Orientati verso beni durevoli e cose che veramente servono (terra, attrezzi, tutto quello che può durare nel tempo)
  • Diffida del sistema bancario
  • Vendi azioni, proprietà immobiliari, gran parte delle obbligazioni, materie prime
  • Acquisisci un minimo controllo su quello che è essenziale (dove vivere, mangiare, bere, servizi essenziali)
  • Prendi in considerazione i metalli preziosi come assicurazione – compra oro (fisico, non certificati che sono carta straccia) solo se puoi tenerlo lì per almeno 20 anni – come è già successo nelle precedenti depressioni è probabile che gli Stati decreteranno la detenzione privata di oro come illegale.
  • Diventa tollerante ai rischi (i rischi saranno onnipresenti ma la vita dovrà continuare)
  • Trasforma le comunità virtuali in reali
  • Un approccio comunitario è sempre più forte di quello individuale
  • Metti insieme ad altre persone le risorse (tempo, competenze, entusiasmo, soldi) 
  • Considera l’approccio “Transition Towns”
  • Metti su banche del tempo, monete locali, orti comunitari
  • Lavora insieme ad altre persone per costruisce il capitale sociale

Le relazioni e la fiducia sono alla base della società!
Dobbiamo costruire un sistema robusto in quanto dipendenza significa vulnerabilità e guardare all’incertezza con flessibilità. La parola magica è resilienza ! 
Le organizzazioni di base devono prepararsi a rimpiazzare le funzioni delle istituzioni centralizzate che collasseranno. Il futuro appartiene a chi saprà adattarsi !
Come potranno essere i lavori a prova di depressione?
Meglio cercare di essere dalla parte non discrezionale dell’economia e non dipendere dai soldi “matti” di qualcun altro. Saper mediare tra le interazioni umane sarà importante come anche essere capaci di fornire beni e servizi essenziali.  Molto utile è sviluppare competenze pratiche come anche aver competenze in cure mediche di base. Saranno poi apprezzate le attività ricreative a poco costo.  Anche nei periodi di grandi depressioni storiche le persone spendevano parte dei pochi soldi che avevano per andare per esempio al cinema anche se avevano poco da mangiare. Imparare ad essere divertenti ed intrattenitori potrebbe aiutare a soddisfare i propri bisogni primari.
Una dimensione da non sottovalutare, anzi, da tenere in estrema considerazione, è il possibile aumento della paura e della rabbia collettiva. Il rischio è di cadere nella colpevolizzazione distruttiva e nella iper-reazione che potrebbe solo peggiorare ulteriormente la situazione. Le energie devono essere concentrate su attività costruttive e dobbiamo mettere in atto strategie ed attività per un’inoculazione psicologica positiva.
 Concludendo, ci aspetta un periodo di grandi cambiamenti dove ci sarà scarsità di denaro e poi di energia. Il “Business as usual” non sarà possibile e vedremo il collasso dei sistemi centralizzati. I consueti gruppi politici saranno molto vulnerabili e facilmente perderanno di legittimazione e credibilità.
Nella ricerca di soluzioni per questo periodo di trasformazione bisogna cercare di preservare la libertà di azione (sarà molto a rischio, le istituzioni centralizzate si stanno preparando ad un maggiore controllo sociale e possibile militarizzazione) perché questa sarà indispensabile per la presa di responsabilità da parte delle comunità locali, che devono essere rafforzate, per poter rispondere in modo creativo ai cambiamenti. Infine, dobbiamo cercare di resistere alla nefasta psicologia della contrazione ma nutrire la nostra parte psicologica e spirituale.
Ora dopo l’esposizione lucida di Nicole, il gruppo si trova ad elaborare oltre alle domande di approfondimento per ottenere maggiori delucidazioni da parte della nostra relatrice anche possibile soluzioni tramite l’Open Space. La domanda che stimola le riflessioni è infatti “Come possiamo trasformare questo momento di crisi ?”
La plenaria dell’Open Space parte in modo vulcanico e in poco più di 5 minuti si raccolgono quasi 20 proposte di discussione delle quale verranno elaborate 14.

Quanto è stato discusso lo trovate nel sopramenzionato Instant Report.

Bello ed emozionante anche il circolo di chiusura di fine lavori. Abbiamo passato una bellissima giornata insieme, abbiamo stretto contatti, costruito reti, raccolto idee. Cosa dire – se andiamo avanti così non ci sarà crisi che tenga. Forse iniziamo finalmente a comprendere che “Siamo noi quelli che stavamo aspettando” Ebbene sì, amo questa frase ….

 Fonte: http://carimateintransizione.wordpress.com

venerdì 21 ottobre 2011

Uscire dalla gabbia


[Anthony De Mello, Il pensiero positivo]
 
In questo nostro mondo siamo un pò tutti dei folli, cioè agiamo senza troppo buon senso, specialmente a livello spirituale.
Ci è stato insegnato a considerare noi stessi come dei contenitori vuoti, che hanno bisogno di essere gradatamente riempiti. A questo pensano la religione, l’educazione e i tanti condizionamenti che riceviamo in continuazione dalla società e, in generale, dall’ambiente che ci circonda. «Non far questo perché è peccato». «Non dire quello perché non sta bene». «Non fare quell’altro perché è sconveniente».
Quante proibizioni riceviamo fin dall’infanzia! E quante ingiunzioni a fare invece tante altre cose, soltanto perché la morale comune, la moda, l’etichetta, gli usi e costumi richiedono quel determinato comportamento. Siamo come ingabbiati, imprigionati in una rete di “fare” e “non fare”, “dire” e “non dire”, perfino “pensare” e “non pensare”.
Questa rete è stata costruita da altri esseri umani che si sono arrogati il diritto di decidere, stabilire certe norme e sono stati poi così in gamba da farsi ubbidire un pò da tutti. Così sono nate le consuetudini di vita comune, sia a livello fisico che psicologico e perfino spirituale. Siamo in prigione e ci siamo ormai abituati così bene al nostro stato di prigionieri che non pensiamo neppure alla possibilità di essere liberi padroni di noi stessi e delle nostre scelte.
Se capita ogni tanto che qualcuno si rende conto della pania in cui si trova avviluppato, comincia a smaniare per liberarsene. E allora soffre per tutte le costrizioni cui deve sottostare e disperatamente cerca la forza di spezzare le sbarre della gabbia. Non si rende conto che essa è inesistente, è cioè una creazione psicologica e intellettuale che esiste solo in quanto la nostra accettazione le dà vita.
Nel momento in cui dico: «Non ci credo più», essa si dissolve istantaneamente.

Cerco in mille modi di liberarmi, di aprire la porta e non mi accorgo che è già aperta. Se riesco a convincermi che tutto ciò che devo fare è provare a girare la maniglia, vedrò che non è mai stata chiusa.
Basta che io dica con convinzione “no”, oppure “sì”, “voglio”, “posso”, e la mia potenzialità di spirito libero e creatore si innalzerà al di sopra della gabbia delle convenzioni e dei condizionamenti, li attraverserà come se fosse nebbia che si dissolve al sole della conoscenza, della consapevolezza, della verità.

Rendiamoci finalmente conto che la porta è aperta. Proviamo a bussare, o a tentare di girare la maniglia e vedremo che i battenti dell’autodeterminazione e dell’illuminazione si spalancheranno dinanzi alla nostra coscienza.
La dottrina, cioè l’istruzione e l’educazione di qualsiasi genere, non dovrebbe mai essere fine a se stessa. Se certe nozioni ci vengono fornite per condizionare la nostra mente, per formare un bagaglio culturale a cui attingere regolarmente, diventano uno schermo che ci separa dalla nostra effettiva capacità di apprendimento.
La dottrina non deve insegnarci che «questo è così e basta». Deve invece direi: «Questa è la base che ti serve per costruire la tua idea».
 
Se riusciamo a tagliare i legami che ci tengono strettamente avvinti alla religione e alle tradizioni, cominceremo a distinguere quanto di buono si trova in esse. Potremo scegliere quello che va bene per noi, ciò che troviamo adatto a essere adoperato per l’edificazione del nostro personale sistema di vita, che non può essere uguale a nessun altro.
                                                     
I principi sono gli stessi, siamo d’accordo. Ogni religione e gran parte dei sistemi filosofici, politici e sociali espongono idee di grande valore. Ed è bene farne tesoro. Quando però si arrogano il diritto di dirigere la mia vita punto per punto, dicendomi quello che posso o non posso fare, definendo la punizione, sia fisica che spirituale, che mi aspetta se non òttempero ciecamente alle istruzioni, mi permetto di dissentire energicamente.
Nel nostro mondo la gente a tutti i livelli, e specialmente quelli che hanno in mano le redini del comando, diffidano di chi è capace e desideroso di ragionare con la propria testa, perché lo vedono come una minaccia alla loro autorità.
Le pecore non pensano a sovvertire la gerarchia del gregge. Quando gli arieti si sono messi d’accordo a suon qualcosa simile a un involucro. Viviamo nel nostro bozzolo, incapaci di vedere al di là dei nostri preconcetti.
Tali preconcetti non sono innati. La nostra mente, fin dalla nascita, subisce uno stillicidio continuo di informazioni che hanno lo scopo di “educarla”, cioè renderla conforme alla vita della comunità. Queste informazioni, che ci vengono trasmesse dalle fonti più svariate, ma tutte ugualmente potenti, come la scuola, la famiglia, l’ambiente sociale, la religione, creano un vero e proprio schermo intorno al nostro cervello.
Ci troviamo così condizionati, cioè programmati a dare determinate risposte a determinati stimoli. Se temo una certa cosa, la mia risposta, cioè la mia reazione, sarà direttamente dettata dal condizionamento ricevuto.
Potrò perciò comportarmi da vile, da temerario, da aggressivo, da indifferente e così via. Le reazioni sono infinite, dato un determinato stimolo, perché infiniti, o quasi, sono i programmi che possono essere stati inseriti nella nostra mente fin dalla più tenera età. Anche l’esempio ricevuto da altri, una semplice immagine, una parola udita per caso, hanno contribuito ad arricchire il nostro “computer” mentale.

Adesso però siamo adulti. Siamo quindi capaci di vedere se il “programma” che dirige la nostra vita non è più rispondente alle nostre esigenze. Se decidiamo che, in effetti, non lo è, non siamo obbligati a tenercelo per sempre. Ogni condizionamento può essere eliminato e sostituito con un altro di nostra scelta.
È esattamente lo stesso procedimento che usiamo con il computer in ufficio, o la lavatrice per la quale selezioniamo un diverso programma a seconda dei capi che dobbiamo lavare. Se si lascia tale programma immutato, resterà così per sempre. Se decidiamo che non ci serve più, o non ci piace più, o abbiamo un’idea migliore, possiamo imparare come cancellarlo e riprogrammare il tutto secondo le nostre attuali esigenze.

lunedì 17 ottobre 2011

Across The Universe



Attraverso L'Universo

Le parole stanno scivolando fuori come una pioggia infinita in una tazza di carta
Scivolano selvaggiamente e si disperdono nell'universo
pozze di dolore, onde di gioia alla deriva nella mia mente aperta
possedendomi e accarezzandomi
Jai guru deva om.

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Immagini di luci spezzate danzano davanti a me come milioni di occhi
Mi chiamano attraverso l'universo
Pensieri vagano come un vento irrequieto dentro una cassetta della posta
Cadono alla cieca mentre seguono la propria strada attraverso l'universo
Jai guru deva om.

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Suoni delle ombre ridenti dell'amore fischiano attraverso le mie orecchie aperte
Incitandomi e invitandomi
Amore senza limite e senza fine che splende attorno a me come un milione di soli
Mi chiama attraverso l'universo
Jai guru deva om.

Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo

Jai guru deva om,
Jai guru deva om,
Jai guru dava om.


domenica 16 ottobre 2011

Roma, 15 Ottobre 2011: Luce, Amore e Verità / Rome 15th october 2011: Light, Love and Truth

Cari amici,
non lasciatevi abbattere nemmeno per un momento. Ancora una volta le forze dell'ostacolo, estremamente spaventate, hanno agito secondo un copione vecchio come il cucco e ormai noto a tutti.
Ma anche le strategie più collaudate, ad un certo punto, possono smettere di funzionare.
Le persone cambiano, la consapevolezza aumenta, la verità diventa difficile da nascondere.
Tutto muta, cresce e si evolve. Ma le forze dell'ostacolo no, poiché sono disconnesse dalla Vita.
Mandiamo loro tutta la compassione che può scaturire dal nostro cuore e proseguiamo serenamente e saldamente sul nostro cammino.
Desideriamo condividere con voi alcune immagini della bellissima manifestazione che si è svolta a Roma il 15 ottobre. Imprimetele nei vostri cuori e dimenticate tutto il resto. Perché....
.....potranno recidere tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la "nostra" primavera.






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 Un ringraziamento particolare a chi ha scattato e condiviso queste immagini
un ringraziamento particolare a chi vorrà diffondere questo messaggio positivo.











Immagini prelevate dalla Rete e da Facebook