"Un altro mondo non solo è possibile, ma sta già prendendo forma.
Nelle giornate di calma, posso sentire il suo respiro.

Arundhati Roy


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lunedì 21 novembre 2011

Bioedilizia in autocostruzione: situazione attuale e prospettive

 Fonte: i nostri amici di Terra Semplice ed Edilpaglia :)

E’diverso tempo che Edilpaglia  sta lavorando con entusiasmo per promuovere forme nuove e diverse di costruire:  case in balle di paglia ed altri materiali naturali (terra cruda, calce, legno etc). Non ci interessa solo la  costruzione in sé, ma chi la abiterà, come la abiterà e comunque il processo di progettazione e di realizzazione.

Questa e’ una specie di “lettera  aperta” a tutti voi, sul tema che sta a cuore a molti  di potersi costruire una casa sana, economica,  bella, adatta a noi ed a costi accessibili. Nasce come uno sfogo ed una  reazione a quella che ci sembra essere una inaccettabile trascuratezza dei  nostri comuni su questo tema.

Un complesso di fattori ha concorso negli ultimi anni a  creare quella che viene definita “la nuova questione abitativa”:

  • Fattori demografici:  
secondo i dati  anagrafici dell’ISTAT dal 2001 al 2004 il nostro paese è cresciuto di 1,5  milioni di famiglie, 500.000 nuove famiglie all’anno. Questo dato così sorprendente è il risultato di vari fattori:
l’accelerazione dei flussi migratori verso il nostro paese;
- la forte crescita di nuove famiglie italiane,  per la fuoriuscita, in ritardo, dai nuclei di origine, dei figli del baby boom  della seconda metà anni ’60 prima metà anni ’70, che hanno dato origine a  proprie famiglie; la continua riduzione della dimensione media della famiglia  italiana.
- l' aumento della vita media 
  • fattori sociali ed economici: 
c’e’ un’esigenza  crescente del bisogno abitativo da parte delle fasce economiche più deboli. E  oggi per fasce economiche deboli si intendono non solo immigrati, lavoratori atipici,  precari, ma nella crisi economica che stiamo vivendo, anche famiglie o persone socialmente  integrate con difficoltà nell’accedere al mercato immobiliare (pensionati, giovani coppie, coppie monoreddito ecc. Aumenta il numero di famiglie  indebolite dalla crisi, ricompare la povertà abitativa, la disoccupazione  crescente accentua le diseguaglianze.
  • fattori legati ai mercati immobiliari ed  alla politica territoriale:
una estrema fragilità del sistema delle costruzioni, troppo spesso soggetti a speculazioni facili e a vere e  proprie incursioni da parte di scaltri operatori che mirano al profitto a  scapito dell’utente finale
- la crisi economica ha portato ad un depauperamento delle risorse finanziarie degli Enti Locali che sempre meno provvedono a realizzare abitazioni di tipo popolare optando per la vendita dei terreni pubblici a imprese che in cambio offrono un quota degli alloggi finiti, troppo spesso però aventi costi troppo elevati per chi  aspirerebbe ad acquistarne uno o a prenderlo in locazione. Non basterebbero  interi libri per descrivere la situazione in cui versa il sistema dell’edilizia  popolare in Italia e non è questa la sede, tuttavia per  conoscenza si possono  consultare i siti dell’Unione Inquilini o dei diversi movimenti di lotta per la casa divisi per province e comuni.
- peggioramento dei costi dei mercati dell’affitto

Si tratta di una situazione  non solo italiana. L’aumento delle diseguaglianze  sociali ed economiche che si registra a livello europeo e globale, come dal  2008 documenta l’OECD (>>)  ha conseguenze anche sul mercato degli alloggi.

In Europa la crisi di alloggi  riguarda ormai 70 milioni di persone mal alloggiate, delle quali circa 18  milioni sono alloggiate precariamente e 3 milioni risultano senzatetto [>>]. Si tratta di persone escluse  dal mercato immobiliare, a cui né i singoli stati, né le autonomie locali,  né il Social Housing promosso da privati riescono ad offrire soluzioni  soddisfacenti.

Tutti i paesi dell’Unione  Europea hanno ratificato i trattati internazionali e le convenzioni  che riconoscono e proteggono il diritto alla casa:

la Dichiarazione Universale dei  Diritti dell’Uomo (art.25), la Convenzione Internazionale sui  Diritti economici, sociali e culturali (art.11), la Convenzione sui Diritti  dell’Infanzia (art.27), la Convenzione per l’eliminazione  di ogni forma di discriminazione contro le donne (artt.14 e 15), la Convenzione per la protezione  dei diritti umani e delle libertà fondamentali (art.8), la Carta Sociale Europea (artt.  15, 16, 19, 23, 30, 31), la Carta dei Diritti fondamentali
dell’Unione Europea (art. 2, comma 94). 
Malgrado questo riconoscimento
legale degli stati membri dell’UE (spesso rafforzato dalle costituzioni e dalle
legislazioni nazionali), il diritto alla  casa è sempre più violato. Solo recentemente, quando l’intreccio tra crisi economica e difficoltà 
ad accedere o a mantenere una casa si è evidenziato come un elemento centrale  per la lotta all’esclusione sociale e alla povertà, l’aumento delle risorse di per  l’edilizia sociale è tornato ad essere una priorità per molti paesi. Si tratta di una situazione non solo italiana e’ vero, ma  a differenza di altri paesi europei, come viene affrontata questa  priorita’ dal nostro paese? Dal nostro governo? Dai nostri comuni?

L ’offerta di alloggi sociali non  è più in grado di dare risposte sufficienti per i bisogni  abitativi non solo nelle  città ma in qualunque altra dimensione
 territoriale. I provvedimenti presi nel  cosiddetto “Piano casa”, atti al miglioramento della qualità architettonica e/o energetica degli edifici, alla disciplina degli interventi straordinari di  demolizione e ricostruzione degli edifici, alla semplificazione normativa,  hanno tralasciato l’ Edilizia sociale eppure: “Il diritto all’alloggio è innanzitutto un diritto fondamentale che  condiziona l’accesso agli altri diritti fondamentali e a una vita dignitosa”( Carta dei Diritti dell’Uomo)
La questione abitativa continua ad essere una vera e propria emergenza ed i modelli di risposta costruiti  attorno ad essa, non solo non rappresentano più una possibile via di uscita, ma sono col tempo diventati parte del problema. Nei centri urbani il processo di integrazione tra gli insediamenti popolari e il resto del tessuto urbano, non si è compiuto e quando è avvenuto, è stato prevalentemente fisico: strade, collegamenti, fermate degli autobus e delle metropolitane, qualche servizio di quartiere.  Le città sembrano aver  escluso il problema dell’integrazione; hanno seguito e subìto un modello di  crescita per frammenti, pezzi di città che riescono ad ignorarsi  reciprocamente. 
L’interrogativo sui destini dell’edilizia sociale riporta  l’attenzione sulla città come “spazio in cui la gente vive, lavora, gioca, si  muove, comunica e condivide”. Per tutte queste  ragioni è un problema non aver la casa, ma è un problema, certamente differente,  anche averla senza essere nelle condizioni di poterla mantenere e gestire, di  riuscire a convivere nello stesso stabile con gli altri inquilini, di stare nei  cortili di quartieri abitati da 1500, 2 mila persone lasciate a se stesse;  senza regole, senza supporti. Stiamo andando  incontro ad un’idea  di abitazione che ha  molti pensieri, poche risorse ed energie, pochi progetti da rivolgere ai suoi  abitanti.

Questo e’ lo stato delle  cose….
Allora: Cosa facciamo?….In che direzione vogliamo  andare?….Possiamo aspettare (e  quando?) che sia il nostro comune a farsi promotore per noi, di progetti che  nel migliore dei casi  produrranno: case tutte uguali, luoghi senza identità, quartieri senza qualità, case costruite con sistemi  costruttivi non adatti  in cui appena ci  andremo ad abitare  avremo problemi  di  muffa e umidità? case che anche se magari  definite di edilizia popolare non saranno pero’  economicamente accessibili a molte persone ? Oppure vogliamo, NOI,  prendere in mano la situazione e rimboccarci le maniche?

Non pensiamo certo di avere la  risposta per risolvere il problema della “questione abitativa italiana”, pensiamo però  che qualsiasi sia la risposta, essa debba comunque nascere dal basso, dalle  esigenze delle persone e delle famiglie e delle comunità e non possa essere un  pacchetto preconfezionato deciso dal comune o da chi per lui.

Allora proviamo a pensare  di costruircela da noi, la nostra casa: sana, bella, rispettosa dell’ambiente,  economica………….nostra.
“Farsi la casa” fa parte della  storia dell’abitare e raccoglie l’eredità antica di tanti nuclei  familiari che nel nostro paese sceglievano, per contenere i costi  di costruzione, di realizzare la casa con le proprie mani, 
mettendo a disposizione il tempo libero e le loro capacità manuali. 
Anche in tempi recenti  la pratica di costruire direttamente, in  tutto o in parte, la casa in cui si andrà ad abitare, è molto comune in alcuni  paesi del Nord Europa e in molti stati del Nord America.  (Pensate che in Francia l’autocostruzione e’ una pratica corrente e perfettamente legale (e’ possibile costruire una casa completamente in autocostruzione, solo con l’aiuto di parenti amici ed amici, fino a 170 mq). L’Autocostruzione e  l’Autorecupero, che possono essere totali o parziali (e con varie  gradazioni), consentono un sensibile abbattimento del costo di costruzione  di una abitazione. 
Attualmente, in autocostruzione si  possono realizzare abitazioni ed edifici competitivi (ma noi crediamo migliori) rispetto a quelli della produzione corrente sul piano della qualità  architettonica, della durabilità, del risparmio energetico, della biocompatibilità. 
Questo processo puo’ diventare,  inoltre, un utile strumento sia per la formazione di mano d’opera che  per l’incremento delle opportunità di impiego degli stessi  autocostruttori. (nell’associazione ci sono persone che intendono cambiare  lavoro e dedicarsi a tempo pieno alla costruzione di edifici in paglia) Costruirsi la propria casa  significa partecipare attivamente e  condividere un processo, nel quale i futuri abitanti sono direttamente e  materialmente impegnati. 
Gli autocostruttori sono una  comunità organizzata, autogestita, e assistita nelle procedure e nei lavori da tecnici  (architetti, ingegneri, carpentieri…) esperti disposti a collaborare con gli  autocostruttori mettendo a disposizione le loro competenze.
Tutti questi temi di evidente utilita’ sociale (e non ho  parlato del cohousing!!) dovrebbero essere naturalmente recepiti  dalle amministrazioni comunali che dovrebbero  farsi promotori di questi interventi. Ed in effetti sembra che in questi ultimi tempi qualcosa si  muova: La regione Toscana, ha stanziato 13 milioni di euro, parte del piano per  l’edilizia sociale, per interventi pilota di co-housing secondo le tecniche  della bioarchitettura e bioedilizia e per interventi sperimentali di  autocostruzione o autorecupero con cofinanziamento di Comuni, altri soggetti  senza fine di lucro o delle stesse persone destinatarie selezionate tramite  gara. 
Purtroppo pero’ molto spesso la  logica con cui le amministrazioni si muovono e’ una logica vecchia e non molto  chiara. In Italia le “novità” a scopo  sociale rischiano di essere usate come specchietti per le allodole facendo sì  che compaiano Enti, Consorzi, Onlus e quant’altro che di sociale  hanno solo il pretesto, di reale hanno la volontà di intascare da chi crede veramente in queste forme di partecipazione. Quando le  amministrazioni pubbliche si convincono di investire nell’Housing Sociale si dovrebbero  affidare non alle competenze di un tecnico qualunque ma ad uno gruppo di 
persone preparate che garantisca la cura degli aspetti sociali e  organizzativi dei veri protagonisti del processo edile che in gran parte  saranno gli utenti finali, che monitori e porti avanti l’iter finanziario e  burocratico della complessa genesi del processo autocostruttivo o di  Autorecupero, che svolga la funzione di facilitatore nei processi della  progettazione partecipata prima e delle fasi operative di cantiere  dopo
Ma questo e’ difficile da comprendere da parte delle amministrazioni locali, che in  questi ultimi tempi si fanno promotrici di PRECONFEZIONATI PROGETTI DI
AUTOCOSTRUZIONE e non  di PROGETTI DI PROCESSO DI AUTOCOSTRUZIONE in cui il progetto scaturisca dalla mobilitazione delle energie delle persone e porti alla creazione di ambienti e spazi  che sappiano meglio esprimere la “cultura”  del luogo in tutti i suoi molteplici aspetti. 
Il danno, nel caso si  affidi la gestione di processi di Autocostruzione o Autorecupero alle  competenze di speculatori, che intascano dal pubblico per le loro  consulenze e di fatto concludono poco o niente, non è solo economico –  perché viene sottratto denaro – …il danno è cronico: le Amministrazioni  che vedessero il fallimento anche solo di un intervento non si  fiderebbero più di investire in queste forme di  partecipazione, a danno  di tutti i possibili beneficiari che ne hanno bisogno, che ci credono e che  da soli si sentono persi. 
In Italia i cantieri di Autocostruzione in regola con tempi e costi previsti in progetto  sono pochi rispetto a quello che nelle fonti di divulgazione immediata come il  web appare. E siccome non vogliamo correre  questo rischio, pensiamo sia opportuno che la richiesta di autocostruzione non  venga dall’alto ma nasca da proposte della gente e quindi se avete interesse per  questo tema, se siete interessati a costruire una casa per voi e la vostra  famiglia e pensate che  la nostra  proposta possa rappresentare una risposta alle vostre esigenze, pensiamo  insieme a delle strategie per ottenere lo scopo e per farci noi promotori nei  nostri comuni di proposte e progetti. 
Noi  intanto stiamo lavorando su vari aspetti dell’autocostruzione:
  • Elaborando sistemi costruttivi con materiali quali paglia, legno, terra, calce che:
- siano adatti  all’autocostruzione: Il sistema che abbiamo elaborato, e con cui  costruiremo presto diverse case in paglia, permette che tutte le parti dell’edificio (struttura in  legno, tamponamento in balle di paglia e intonaci) che presuppongono per la loro costruzione una certa esperienza e  manualita’, siano rese particolarmente semplici ed a “prova di autocostruttore”  senza esperienza nell’ambito edilizio.
- siano economicamente  sostenibili: Con questo sistema una famiglia o un gruppo di amici o una  giovane coppia puo’ costruirsi una casa sana ed energeticamente efficiente a  costi veramente contenuti (si valuta un costo a mq di muratura comprensivo di
struttura + tamponamento con ottime performances energetiche  + intonaco pari a 30 euro/mq. Si consideri che solo il costo di 1 mq di intonaco in edilizia convenzionale si  aggira intorno ai 20 euro!).  
Si valuta che il tempo di costruzione per un edificio di 100 mq con due persone  che ci lavorano, si aggiri su 1 mese per quanto riguarda la struttura e 2 mesi  e mezzo per la realizzazione dei tamponamenti e degli intonaci. Si sono gia’  costruiti edifici in autocostruzione con questa tecnica costruttiva con costi  pari  a 500-550 euro/mq.
- realizzino una struttura semplice e snella che permetta una  AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE legale a tutti gli effetti.

In Italia la cosiddetta “AUTOCOSTRUZIONE FAMILIARE” dove piccoli gruppi di  persone, parenti o amici o semplici volontari si mettono insieme a lavorare per  costruire una casa, non e’ prevista dalla nostra legislazione (a differenza di  gran parte degli altri paesi Europei – ad es. in Francia un  autocostruttore  puo’ costruire la sua casa fino a un massimo di 170 mq senza difficolta’  facendosi aiutare da parenti ed amici, dando semplicemente  comunicazione al  comune che il suo sara’ un “cantiere condiviso”). 
Noi stiamo lavorando cercando  di coinvolgere il maggior numero possibile di persone che da anni si occupano del  tema, comuni, regione, Asl,  etc per risolvere il problema. Abbiamo gia’ delineato alcuni sistemi organizzativi che  ci permettono di essere operativi a breve.
- comprendano una formazione  adeguata degli autocostruttori: Gli autocostruttori saranno formati sia  alla tecnica costruttiva che andranno a mettere in opera sia a tutte le  problematiche della sicurezza in cantiere. 
  • Organizzando  un gruppo di tecnici (ingeneri, architetti, carpentieri) che sappia  lavorare ad una progettazione e esecuzione partecipata e disposti a condividere con gli autocostruttori questa esperienza.
Se siete interessati, contatteci: info@edilpaglia.it
Fonte immagini: web

lunedì 18 luglio 2011

Primo corso di Tecnica GREB in Italia: Bioedilizia in autocostruzione


Come promesso, ecco qui il filmato del Corso di Tecnica GREB svoltosi ad Ontignano di Fiesole (Toscana) il 10-11 luglio 2011. Per SestoCielo ha partecipato Giuseppe.

martedì 21 giugno 2011

Costruzioni in paglia-Tecnica GREB: primo corso in Italia



Il 10 e 11 luglio a Ontignano, Fiesole (FI) si terrà il primo corso in Italia per apprendere la Tecnica GREB per l'autocostruzione di edifici in balle di paglia.


Il corso, organizzato da Edilpaglia e condotto da Jean Baptiste- Thévard (vice-presidente della Rete francese per la costruzione con le balle di paglia), è il risultato dell'impegno che la Rete Valbisenzio in Transizione ha sostenuto nei mesi scorsi per consentire a questa rivoluzionaria tecnica costruttiva di approdare anche in  Italia. 
Gli amici dell'Associazione Edilpaglia hanno poi lavorato con grande determinazione per trovare le soluzioni tecniche che permettessero alla tecnica GREB di soddisfare la normativa Italiana riguardo a questo tipo di costruzioni. 
A loro, così come a Olivier Natalini (il portavoce del GREB in Italia) e a tutti gli altri che hanno dato il proprio contributo per la realizzazione di questo sogno, va il nostro GRAZIE....di cuore.


Avvertiamo sin da ora che il numero di posti disponibili si è repentinamente esaurito, e quindi per questa volta non sarà possibile iscriversi... ma non vi preoccupate: abbiamo la sensazione che il corso di luglio sarà solo il primo di una lunga serie!
Noi di SestoCielo, naturalmente, ci saremo, e al nostro ritorno vi racconteremo tutto....



“La tecnica GREB è la democratizzazione dell’edilizia sostenibile. Non serve essere un esperto hobbista fai-da-te per imparare questa tecnica. Chiunque è in grado di costruirsi una bella casa dopo un weekend di formazione. Il legno non richiede un grosso sforzo fisico, la malta alleggerita non è troppo pesante da portare, gli attrezzi (avvitatrice, martello, trapano) sono semplici da usare."
Vincent Brossamain
Autocostruttore, formatore, Presidente dell’associazione Approche-Paille

MA CHE COS'E' IL GREB ?
Il Groupe de Recherches Ecologiques de la Baie (GREB) è un progetto di ecovillaggio agricolo situato al confluire del fiordo di Saguenay e della baia degli Ha! Ha!, nel nord del Québec, vicino al lago Saint-Jean. Fondato nel 1990, il suo obiettivo è di aumentare la qualità della vita rimanendo al di sotto della soglia dell’abuso per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse rinnovabili e non, dell’inquinamento, della produzione di rifiuti e del consumo energetico. Per fare ciò, il GREB esplora il ventaglio delle possibilità e del potenziale degli ecosistemi locali, facendo una sintesi delle tecnologie adatte e ecologiche nei settori dell’habitat, dell’alimentazione, dell’agricoltura e della foresta.
Nel 1994, il fisico Patrick Déry integra il progetto. Due anni dopo, costruisce una piccola casa ecologica a doppia ossatura di legno, isolata con balle di paglia protette da malta e alimentata ad energia solare. E' la prima casa di questo tipo costruita nel Saguenay-Lac-Saint-Jean. La tecnologia abitativa messa a punto da Patrick Déry, con la collaborazione dell’architetto Martin Simard, riceve nel 2002 il premio “Efficienza energetica” della Camera di Commercio di La Baie ed è finalista alle “Mercuriades” per lo sviluppo di case solari costruite con balle di paglia.
Dal 2005, questo concetto innovativo è stato sviluppato in Francia da Vincent Brossamain e Jean-Baptiste Thévard dell’associazione Approche-Paille. Una scelta coraggiosa che si è rivelata vincente. Si contano oggi più di 80 case costruite e molti progetti sono in corso. Non è un caso che la tecnica GREB susciti un entusiasmo crescente: la messa in opera è agevole, perfettamente adatta all’autocostruzione e consente di edificare una casa sana, performante, piacevole da vivere, durevole ed economica, sia da costruire che da mantenere.

Come definire la tecnica GREB ?
è un sistema costruttivo che integra, seguendo una precisa messa in opera, 4 elementi (legno, paglia, malta e giunti meccanici) che si uniscono gli uni agli altri, permettendo di ottenere un risultato particolarmente performante, economico, ecologico e durevole, se realizzato secondo il procedimento e gli ingredienti adeguati.

Perché utilizzare la paglia ?
La paglia è un isolante eccezionale. In balle, ha un coefficiente di conduttività termica di 0,05 circa e consente, in un muro, una resistenza termica di 6. E’ un po’ meno isolante della lana minerale ma in balle da 36 cm il coefficiente di isolamento è imbattibile. La paglia è anche un regolatore d’igrometria con la capacità di assorbire e restituire l’umidità contenuta nell’aria, il che è un “plusvalore” nel comfort di una casa. Inoltre, non necessita di alcun trattamento o condizionamento. E al contrario della lana di vetro, la paglia non invecchia. Senza risalire alla paglia ritrovata intatta nelle tombe dei faraoni, la Maison Feuillette a Montargis vicino Parigi, costruita nel 1921, è la più vecchia casa d’Europa isolata con balle di paglia. E' sempre in piedi e abitata e 90 anni dopo, i proprietari godono ancora del suo ottimo comfort.

La tecnica GREB è adatta all'autocostruzione ?
è una tecnica ideale: rapida, semplice, alla portata di tutti. Non richiede manodopera qualificata e tutti possono partecipare perché non c’è niente di complicato, “sporco”, pesante o pericoloso. Contrariamente alle tecniche tradizionali, tutti i materiali sono trasportabili manualmente, non servono grosse attrezzature o particolari competenze tecniche. Attenzione però, autocostruirsi la casa non significa costruire “da soli”. Servono tempo e molte energie umane perché si tratta sempre della costruzione di una casa! Però persino i punti che sembrerebbero delicati sono semplici (finestre, porte, angoli, tetto...). E’ una soluzione molto interessante per costruire senza indebitarsi a vita. Con una piccola formazione e un po’ di supporto tecnico, chiunque può costruirsi una casa GREB. E sarà solida come se l’avesse costruita un professionista. E' la grande forza di questa tecnica.

Quanto costa una casa GREB?
Stimiamo tra 25 e 30 euro al m2 il prezzo dei materiali di un muro GREB finito su entrambi i lati. Ma dato che la mano d’opera rappresenta circa il 75% del costo di una casa, è l’autocostruzione che consente il risparmio più grande. L’opportunità di autocostruire senza rivolgersi a un’impresa edile - anche se può essere utile, per accelerare il cantiere, chiamare un carpentiere, un elettricista o un idraulico - è uno dei grandissimi vantaggi di questa tecnica. Il prezzo varia anche secondo la copertura, la carpenteria, il tipo di isolazione del tetto. Ma una casa GREB autocostruita al 100% può arrivare a costare quattro a cinque volte meno (a partire da 400 euro il m2) di una casa convenzionale e con un comfort abitativo di gran lunga superiore. 

Qual è l’obiettivo di uno stage Approche-Paille?
E’ molto semplice: i corsisti vengono per costruire una doppia ossatura in legno, sistemare le balle di paglia, gettare la malta e finire con un intonaco a calce. Non serve alcun tipo di requisito tecnico per partecipare. Eppure, in un solo weekend i riescono ad acquisire le poche competenze specifiche e i gesti di base per lanciarsi nella costruzione di questo tipo di casa; i procedimenti e l’utilizzo degli attrezzi si imparano velocemente. Questi cantieri partecipativi sono anche luoghi di incontri conviviali dove i futuri autocostruttori scoprono la solidarietà prima di lanciarsi sul proprio cantiere. Noi non facciamo altro che metterli in sella...

Fonti: Ass. Edilpaglia; Ass. Approche-paille; Casa di paglia-Tecnica GREB (Gruppo Facebook)

lunedì 23 maggio 2011

Ecoparco di Vaiano: la posa degli intonaci





Gli intonaci dell'Ecoparco sono stati realizzati in calce naturale all’esterno e terra  cruda all’interno.
La tinteggiatura sarà in latte di calce con terre colorate.



















Dopo i corsi si è sperimentata la posa degli intonaci con le macchine intonacatrici da parte dell'’impresa di costruzioni S.I.C.E.





Prima è stata ultimata la parte della calce, e dopo una qundicina di giorni è stato steso l’ultimo strato di finitura.








Nel frattempo abbiamo sperimentato l’impasto per la terracruda: l’aggiunta di paglia triturata non ha funzionato…….la macchina si inceppava, mentre abbiamo avuto successo con la segatura; così abbiamo incominciato a fare i test con i vari rapporti di argilla, sabbia e segatura.

Fonte: terrasemplice.wordpress.com

martedì 12 aprile 2011

Costruzioni in balle di paglia: le foto del corso

 Ecoparco di Vaiano, 17-20 marzo 2011





Un gruppo tosto!




 E infatti....








 






........bravissimi......



....hanno appena realizzato l'edificio che ospiterà il mercato bio di filiera corta!!!!!












Non appena saranno disponibili, pubblicheremo le foto dell'edificio completato in tutto il suo splendore!







Fonte: terrasemplice.wordpress.com

mercoledì 6 aprile 2011

Bioedilizia: visita al cantiere

ECOPARCO di VAIANO (Po)

EDIFICIO PUBBLICO
COSTRUITO CON TECNICHE NATURALI
(tamponamenti in paglia e intonaci in terra cruda e calce)
VISITA AL CANTIERE
Il giorno 9 aprile 2011, alle ore 11.00 abbiamo organizzato una visita guidata al cantiere del''Edificio di Vaiano (Po) su cui sono stati realizzati i cantieri scuola sulle costruzioni in paglia e sugli intonaci. (corsi paglia intonaco vaiano )
  • prenotazione della visita: per motivi logistici, possiamo ospitare un numero limitato di partecipanti, per cui, chi e' interessato, prenoti la sua partecipazione inviando un'email a:
email iscrizione visita guidata cantiere ecoparco vaiano
indicando nome e cognome e un numero telefonico.
riceverete via email la conferma della vostra iscrizione alla visita

  • Luogo di ritrovo: davanti al cantiere, (in allegato troverete un segnaposto di google earth con l'indicazione dell'ubicazione del cantiere) oppure vd qui sotto la mappa da google maps.
  • ora di ritrovo: ore 11.00 (si prevede che la visita abbia una durata di circa 1h 30)
 TERRA SEMPLICE via di Meretto 2 Vaiano (Po) terra semplice - corsi paglia intonaco vaiano
EDILPAGLIA
via delle vigne 12  51016 montecatini terme (pt)     edilpaglia - corsi paglia intonaco vaiano
 per qualsiasi informazione potete contattare: 

venerdì 4 marzo 2011

Nove buoni motivi per costruirsi una casa in balle di paglia


  1. La paglia è un sottoprodotto della produzione dei cereali; non occorre quindi dispendio di energia per produrla. Così come il legno, la paglia è una sequestratrice di CO2 e permette quindi di sottrarre anidride carbonica all’atmosfera.
  2. Le murature in balle di paglia provvedono ad un ottimo isolamento termico che è quasi tre volte quello normalmente richiesto per case costruite con materiali convenzionali; grazie al minimo fabbisogno energetico si hanno quindi bassissime emissioni nocive (0.039-0.045 W/mK) e si può facilmente ottenere una casa passiva. (Risultati dei test di conduttività termica secondo DIN 52612, Istituto di ricerca sull’isolamento termico di Monaco, DE)
  3. Le murature in balle di paglia intonacate in terra cruda e calce sono altamente traspiranti e consentono il passaggio del vapore dall’interno verso l’esterno; si evitano così la formazione di umidità e condensa all’interno dell’edificio.
  4. Le murature in balle di paglia hanno un alto potere fonoassorbente.
  5. Le murature in balle di paglia hanno un’ottima resistenza al fuoco (R30-90). (Prove sui materiali per ingegneria civile eseguite dal Politecnico di Braunschweig, DE)
  6. Le murature in balle di paglia sono durevoli: da più di 100 anni in tutto il mondo si costruiscono case in balle di paglia; le prime case in balle di paglia nascono in Nebraska alla fine del 1800 e sono tuttora abitate. Dagli Stati Uniti questa tipologia costruttiva si è poi diffusa anche in Europa (Francia, Inghilterra, Olanda, Belgio, Svizzera, Austria, Danimarca, Italia) ed anche in Europa orientale (Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia).
  7. Le balle di paglia possono anche da sole costituire la struttura portante dell’edificio (tipologia “Load Bearing” vedi nella sezione tecniche costruttive) perché le murature in balle di paglia compresse hanno la capacità di portare i carichi relativi ad edifici di 2-3 piani fuori terra.
  8. Una casa con murature in balle di paglia ha un ottimo comportamento sotto l’azione del sisma. Il sisma infatti eccita le masse dell’edificio ed essendo un edificio costruito in balle di paglia estremamente più leggero di un edificio convenzionale, le forze in gioco risultano essere inferiori. Inoltre una casa costruita in balle di paglia è molto flessibile e come tale “si sottrae” al terremoto. È un po’ come abitare in una casa di gomma che con il terremoto si deforma ma non crolla. (Video di PAKSBAB relativo ai test effettuati presso il laboratorio del Network for Earthquake Engineering Simulation, Università del Nevada a Reno, US)
  9. Una casa in balle di paglia è semplice da costruire – ancorché non banale – e si adatta molto bene all’autocostruzione. Costruire la propria casa con l’aiuto di amici e parenti può essere un’esperienza entusiasmante e di grande crescita personale per tutti coloro che sono coinvolti.
Fonte: www.terrasemplice.wordpress.com

Per saperne di più:
Se sei interessato a dare il tuo contributo condividendo esperienze, suggerimenti, dubbi, idee, se sei interessato a far rete o a partecipare ad un gruppo di lavoro, clicca qui

giovedì 24 febbraio 2011

Case di paglia Tecnica Greb: ecco il progetto!


Il progetto vede coinvolte una serie di associazioni ambientaliste che fanno
riferimento all’associazione nazionale Edilpaglia www.edilpaglia.it che ha come scopo sociale di promuovere e diffondere le tecniche per la costruzioni di edifici in paglia; le altre  associazioni fanno parte del movimento Città in Transizione della Valdibisenzio (PO) (blog Valbisenzio in Transizione). Saranno comunque coinvolte tante altre associazioni e persone interessate……il progetto come sempre è aperto a tutti.

Le tecniche costruttive con le balle di paglia rientrano nell’ambito dell’edilizia naturale o bioarchitettura: modi per riacquisire la capacità di progettare instaurando un rapporto equilibrato tra l’ambiente ed il costruito, soddisfacendo i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle risorse, quello delle generazioni future. 

Il dicembre scorso è stato organizzato a Vaiano (PO) un incontro fra la nostra rete di associazioni e l’associazione francese Approche Paille  www.approchepaille.fr che da oltre dieci anni assiste gli autocostruttori nel realizzare edifici in paglia con una tecnica chiamata GREB (Groupe Recherche Ecologique de la Baie), nata in Canada ma da oltre un decennio applicata con successo in Francia ed in Europa. 

La tecnica GREB presenta le seguenti caratteristiche:
  • struttura portante in legno di piccole dimensioni
  • murature perimetrali in balle di paglia
  • intonaci in terra cruda e calce tradizionale
in particolare la sua estrema semplicita’ di realizzazione la rende molto adatta all’AUTOCOSTRUZIONE, permettendo agli autocostruttori di costruire edifici sani, resistenti, a basso impatto ambientale e a basso costo

Considerati tutti i vantaggi di tale tecnica, abbiamo ritenuto interessante iniziare un progetto con lo scopo di introdurla in Italia. 

Per consultare il progetto completo clicca qui

 (tratto da terrasemplice.wordpress.com)

martedì 22 febbraio 2011

Nella Valle del Bisenzio (Toscana) parte la prima sessione di corsi per imparare a costruire edifici in balle di paglia

                    
Allora ci siamo!
In marzo (17-20), presso il cantiere scuola dell'Ecoparco di Vaiano si svolgerà il primo corso teorico-pratico per imparare a costruire edifici in balle di paglia, seguito a ruota (1-3 aprile 2011) dal corso per imparare ad intonacare con terra cruda e calce.

La parte teorica del primo corso spazierà tra le diverse tecniche di costruzione. Per la parte pratica si lavorerà su un edificio con struttura in legno. Si imparerà a sagomare ed adattare le balle di paglia, il loro posizionamento, la precompressione dei muri, la preparazione per l’intonacatura. Verranno analizzati i dettagli che portano ad avere una costruzione di qualità che duri nel tempo e che esprima al meglio gli aspetti positivi di una costruzione con materiali naturali. Non mancherà lo spazio dedicato alla sicurezza in cantiere, curato da un docente dell’USL 4 di Prato.

Il corso sulle costruzioni in balle di paglia rappresenta il primo di una serie di corsi su tecniche costruttive naturali, realizzati all’interno del cantiere scuola dell’Ecoparco.
L’Ecoparco dell’Isola di Vaiano (PO), è un progetto innovativo e per tanti aspetti sperimentale, frutto dell’impegno dell’Amministrazione comunale di Vaiano, che da anni promuove e sostiene attività volte alla coesione e ricostruzione sociale, allo sviluppo di energie rinnovabili, all’impulso dell’economia locale, alla riduzione dei rifiuti, alla tutela del territorio.
Adesso l’Amministrazione Comunale di Vaiano apre un nuovo fronte sull’edilizia sostenibile, partendo dalla costruzione di un ecoparco, dove gli edifici saranno costruiti con strutture portanti di legno, tamponature con balle di paglia ed intonaci in biocalce e terra cruda; ci sarà un impianto eolico e un impianto mini-idrico. La struttura sarà destinata ad un mercato di produttori locali coinvolti in un progetto di filiera corta.
Nell'Ecoparco sono stati predisposti spazi per ospitare cantieri scuola dove progettisti, imprese e cittadini possano apprendere le affascinanti tecniche di costruzione con materiali naturali quali paglia e terra.
I corsi sono organizzati dall’Associazione ‘Terra Semplice’, della Rete Valbisenzio in Transizione, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Vaiano, la partecipazione dell’ Azienda USL 4 di Prato e con il patrocinio di ‘Edilpaglia’, Associazione Italiana Edilizia in Paglia.

Per informazioni dettagliate sui corsi: http://www.edilpaglia.it/site/corsi   dove potrete trovare i programmi scaricabili in PDF.  

Nel territorio della Valle del Bisenzio si sta inoltre lavorando sulla certificazione italiana di una tecnica di autocostruzione (Tecnica GREB) particolarmente semplice ed economica. Per poter introdurre il GREB (molto utilizzato in Canada, Francia ed altri paesi) in Italia, infatti, è necessario dimostrare che esso soddisfa tutti i requisiti previsti dalla nostra normativa. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questo percorso.